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Cooperazione Italiana in Egitto


Politiche migratorie: l'importanza della valorizzazione delle risorse umane ed il ruolo dei media. PDF, 1 MB

Un'Azione di Sistema - Cooperazione Italiana in Egitto

Un'Azione di Sistema

PDF, 1.2MB

Presentazione della Cooperazione Italiana in Egitto: diapositive PowerPoint ver. 2003, 1.6 MB


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Brochure della Cooperazione Italiana in Egitto


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Le ONG italiane in Egitto

Rapporto annuale del Programma di Conversione del Debito - (pdf 4.3 MB, in inglese)

Italian Egyptian Debt for Development Swap - Annual Report - May 2006


IL PARTENARIATO EUROMEDITERRANEO

La Componente culturale della Dichiarazione di Barcellona (PDF)


Seguiti della Conferenza del 09 Ottobre 2007

Il modello di cooperazione italo-egiziano per la gestione dei flussi migratori:

le attività di contrasto della migrazione irregolare

e l’attuazione di sistemi operativi per la mobilità lavorativa

Nella cooperazione allo sviluppo il volume del finanziamento non deve essere considerato il più importante “strumento di misura”: piccoli progetti come la Lotta alla pratica della mutilazione genitale femminile, dell’importo di poche centinaia di migliaia di euro, meritano ben più ampia considerazione e visibilità di quanto possa darne una piccola fetta di un grafico a torta.

Restauro al Cairo

 

LA Cooperazione Italiana in Egitto

...In Uno Sguardo

Valorizzazione del patrimonio culturale

L’impegno della Cooperazione Italiana in Egitto mira a:

 

  • sostenere la transizione economica - da un’economia pianificata verso un'efficiente economia di mercato in grado di supportare una crescita sostenibile e creare impiego - attraverso il sostegno alle piccole e medie imprese e al settore privato;

  • sostenere lo sviluppo socio-economico mediante interventi in settori chiave per lo sviluppo sociale.

Dal punto di vista geografico, i progetti cui sono destinati i fondi operano su tutto il territorio del paese con una maggiore concentrazione nell’area del Delta, cui è destinato il 35% del finanziamento complessivo; seguono l’area del Grande Cairo, che include il governatorato di Giza, e l’Alto Egitto.

 

La specificità italiana

Tradurre in partecipazione allo sviluppo il patrimonio di conoscenze e di civiltà proprio dell’Italia: molti sono i settori che, in Egitto come nel resto del mondo, in questo senso ci qualificano:

  • beni culturali, nel campo museale, in cui il nostro Paese vanta competenze di eccellenza, e quello formativo, legato alla conservazione e alla gestione del patrimonio;

  • ambientale, nei campi sia della gestione di aree protette, sia del rispetto per l’ambiente, contro il degrado dei suoli e l’avanzata dei deserti;

  • istruzione, per mezzo di raccordi con le nostre università e centri di alta formazione e di eccellenza;

  • PMI: lo sviluppo economico locale promosso dai progetti crea un ambiente favorevole per l’internazionalizzazione delle nostre Piccole e Medie Imprese, che rappresentano l’eccellenza del know how nazionale e che si mostrano sempre più disponibili nel promuovere lo sviluppo dei Paesi in via di sviluppo.

 

SETTORI DI INTERVENTO

 

Le attività della Cooperazione Italiana in Egitto sono concentrate nelle seguenti 4 aree d'intervento e nei relativi settori prioritari:

  • Tutela e sviluppo sostenibile del patrimonio ambientale e gestione delle risorse naturali mediante un ampio programma, in due fasi, di sostegno all'Agenzia dell'Ambiente e di collegamento fra questa e le istituzioni di governo locale, più gli interventi nel settore delle aree protette, dell'uso sostenibile delle risorse, dello sviluppo dell'eco-turismo e dello sviluppo rurale (15 progetti per 41.0 m. €).

  • Sostegno al sistema economico e produttivo egiziano, in entrambi i comparti pubblico e privato, mediante un programma di Commodity Aid, più programmi di sostegno alla piccola, media e micro imprenditoria locale nei settori industriale e agricolo e un programma a sostegno dell'imprenditoria femminile (8 progetti per 108.4 m. €). Il fine è di stimolare il processo di produzione e distribuzione della ricchezza da parte delle PMI locali e, di conseguenza, contribuire alla creazione di impiego e alla riduzione della povertà, con effetti positivi sul contenimento dei flussi migratori.

  • Sviluppo sociale e umano, incluso il rafforzamento istituzionale, nei settori della lotta alla povertà, sanità pubblica, ricerca e formazione professionale, politiche sociali a favore delle pari opportunità, educazione primaria e secondaria, diritti umani ed emigrazione; quest’ultimo in particolare per quanto attiene alle politiche nazionali in linea con l’accresciuta attenzione dedicata al fenomeno migratorio nei Paesi del Bacino del Mediterraneo (21 progetti per 38.3 m. €).

  • Tutela e valorizzazione del patrimonio artistico-culturale ed archeologico, attraverso il sostegno alle istituzioni culturali e di governo locale, nei settori museale, archeologico e del restauro conservativo (5 progetti per 6.4 m. €).

Altre forme di finanziamento e di partecipazione allo sviluppo

L’Aiuto Pubblico allo Sviluppo (APS) dell’Italia a favore dell’Egitto include, oltre ai fondi del MAE/DGCS, finanziamenti provenienti da diverse fonti:

  • Osservatorio sottomarino - Sud SinaiMinistero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, impegnato in un programma articolato in diverse componenti:

    • Ecoturismo sostenibile e gestione ambientale, con la realizzazione di un osservatorio sottomarino e la ristrutturazione di un Centro Visitatori a Sharm El Sheikh, Parco Nazionale di Ras Mohammed, e la gestione innovativa delle risorse idriche nel nord del Sinai;

    • Sviluppo delle energie rinnovabili, con l’utilizzo dell’energia solare, eolica e fotovoltaica nelle zone turistiche ed in aree rurali remote;

    • Sensibilizzazione ambientale con corsi di formazione diretti a funzionari governativi ed assistenza tecnica per la redazione di un Rapporto Annuale sullo stato dell’ambiente in Egitto.

  • Cooperazione Decentrata, grazie alle attività avviate dalle regioni Lazio, Sicilia e Lombardia ed all’interesse dimostrato da Puglia, Toscana, Marche e Campania;

AIUTO BILATERALE
I
ntervento da parte di un governo a favore di un  altro governo appartenente a uno dei  Paesi in via di sviluppo.

AIUTO MULTIBILATERALE
I
niziative concordate e finanziate a livello bilaterale, ma affidate in esecuzione a un'Agenzia specializzata o a un organismo internazionale.

AIUTO MULTILATERALE
P
rogramma realizzato da un organismo internazionale con l'apporto finanziario di uno o più donatori

  • La Legge 212/92, che offre la possibilità di finanziare iniziative con i paesi dell’Europa centrale ed orientale, del Mediterraneo e del Medio Oriente, con fondi messi a disposizione dal Ministero delle Attività Produttive (MAP). Tra questi figura: Sviluppo del turismo in Egitto: Promozione ed implementazione di nuovi distretti turistici in aree regionali e locali - Sviluppo dell’ “Altro Egitto” per un turismo sostenibile in nuove aree creando nuovi distretti turistici e favorendo investimenti nel settore dell’ecoturismo (con joint ventures italo-egiziane);

  • L’importante iniziativa “6 Regioni per 5 Continenti”, del progetto Italia Internazionale: ha un valore di 28 milioni di euro provenienti dai Fondi Strutturali EU da investire in progetti e attività entro il 2006. E` gestito dalla Direzione Generale Integrazione Europea del MAE e dal MAP, ed è dedicato alle Regioni del Sud Italia per la realizzazione di progetti di internazionalizzazione. L’Egitto è incluso negli Accordi del Programma Quadro sul Partenariato Mediterraneo e sarà partner di alcune regioni per la realizzazione di progetti di sviluppo in diversi settori.

Le stesse ONG italiane sono una importante parte attiva nel coinvolgimento del settore privato italiano in progetti di sviluppo.

Riguardo le iniziative finanziate dal MAE/DGCS attraverso il canale multilaterale e multibilaterale, importanti quote sono state destinate a:

  • Fondo Globale per la lotta all’AIDS, malaria e tubercolosi;

  • FAO, per un vasto programma regionale di gestione delle acque del bacino del Nilo;

  • IFC (International Financial Corporation, del gruppo della Banca Mondiale), in un programma regionale di supporto alle PMI ed ai piccoli imprenditori;

  • UNICEF, per un programma contro la violenza su donne e bambini;

  • IUCN (International Union for the Conservation of Nature and Natural Resources - World Conservation Union), per un programma sulla gestione sostenibile delle risorse idriche nell’Asia dell’ovest, Medio Oriente e nord Africa.

  • UNIDO, per un programma di sostegno alle PMI attraverso la promozione di investimenti e l’accesso a servizi finanziari nella regione araba/mediterranea.

  • IOM (Organizzazione Mondiale per le Migrazioni), cui è affidato un programma di informazione di massa in materia di emigrazione illegale, evidenziando altresì i pericoli collegati a questo fenomeno, ed il progetto IMIS, terminato nel 2005, che ha messo a punto una banca dati ed un sistema informatico per facilitare l’incontro tra domanda ed offerta di lavoro ed ha gettato le basi per attivare le basi per un dialogo costruttivo con le comunità di egiziani residenti all’estero e per intervenire nell’ambito del fenomeno delle rimesse.   

E’ importante il programma di borse di studio, a cura dalla DGCS, per qualificazione professionale e post-laurea per diplomati e laureati egiziani, prevalentemente nei seguenti settori: agricoltura, turismo, banche, risorse idriche, sistemi di controllo marittimo; il programma è attivo dal 1988 e ha erogato circa 40 borse di studio all’anno per una spesa media di circa 0,5 milioni di Euro all’anno.

Anche l’Istituto di Cultura, coordinato dalla Direzione Generale per la Promozione e la Cooperazione Culturale del MAE, mette annualmente a disposizione dei cittadini egiziani 160 mensilità per borse di studio, distribuite tra i diversi candidati, per effettuare ricerche post-universitarie a complemento degli studi post-universitari in Egitto.


La dimensione Euro-mediterranea

E’ in atto, nell’Unione Europea, una riforma strutturale dell’aiuto esterno (deconcentrazione), basata su un crescente trasferimento di responsabilità da Bruxelles alle Delegazioni della Commissione nei vari paesi. Ciò richiede un dialogo più intenso e partecipato tra le Ambasciate dei Paesi Membri e le Delegazioni stesse.

La Cooperazione Italiana in Egitto partecipa in maniera proattiva alle attività di coordinamento al fine di creare sinergia e coerenza tra i programmi di cooperazione bilaterale e quelli della UE. Inoltre, si tiene in debito conto l’indirizzo fornito dal MAE di orientare la cooperazione comunitaria verso gli interessi nazionali indicando e concertando linee ed interventi. In questo contesto si collocano, tra l’altro, le attività condotte dall’Ufficio di Cooperazione tese a promuovere l’accesso e la partecipazione degli attori del Sistema Italia alle opportunità di finanziamento messe a disposizione dalla UE.

Nell’ambito ENPI (European Neighborhood & Partnership Instrument, Strumento Europeo di Vicinato e Partenariato), nuove opportunità sono offerte alla cooperazione transfrontaliera tra le nostre regioni del sud e la costa nord dell’Egitto, mediante il finanziamento di “programmi congiunti” finalizzati ad uno sviluppo integrato delle regioni di confine.


SINERGIE

Il Sistema Italia

L’Ufficio di Cooperazione allo Sviluppo opera in stretta collaborazione con gli altri Uffici dell’Ambasciata d’Italia in Egitto (Commerciale, Scientifico e Finanziario), e con le diverse istituzioni italiane presenti nel Paese:

al fine di apportare maggior efficacia alle iniziative tese al coinvolgimento degli attori del Sistema Italia. Si vuole concepire la Cooperazione allo Sviluppo nella più vasta e moderna accezione del termine, che ottimizzi le risorse dell’Aiuto Pubblico allo Sviluppo anche in ordine alla reciprocità di benefici che da questo possono derivare.

 

Questo sforzo ci vede in prima linea in ogni azione in tal senso intrapresa dall’Ambasciata d’Italia: infatti, le numerose attività di cooperazione permettono di rendere efficace il nostro radicamento sul territorio, collegandolo funzionalmente agli interessi italiani mediante opportuni e qualificati raccordi con:

  • Enti pubblici ( ministeri, istituti );

  • Imprese;

  • ONG e volontariato;

  • Università e centri di ricerca e formazione;

  • Cooperazione decentrata (regioni, province, comuni).

In questo contesto, possiamo sostenere di aver raccolto pienamente la sfida, che è, insieme, la linea da seguire per il futuro: fare di un moderno concetto di Cooperazione allo Sviluppo uno strumento che possa accogliere e promuovere gli interessi anche del nostro Paese: una missione ed un’esortazione: “Trasformiamo una sfida in occasioni di sviluppo. Insieme.”


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