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A seguito della
crescita del fenomeno migratorio verificatasi negli ultimi decenni, il Governo
Egiziano ha mostrato una crescente attenzione alla gestione dei flussi migratori
ed il nostro Paese, che rappresenta una delle mete preferenziali per i
lavoratori Egiziani, ha risposto a tale esigenza dando vita ad un partenariato
duraturo e proficuo che è indicato dallo stesso Governo Egiziano quale
modello cui ispirarsi nei negoziati di
settore con gli altri Stati membri interessati da fenomeni analoghi.
Le buone
relazioni tra i nostri Governi hanno portato alla conclusione di due importanti
Accordi: l’Accordo sul Lavoro nel 2005 e
l’Accordo di Riammissione nel 2007: anche in questo caso il nostro paese è stato
il primo in Europa ha capire l’importanza che un “approccio integrato” potesse
assumere nell’effettivo contrasto all’immigrazione clandestina.
In linea con i
principi affermati nella Dichiarazione di Parigi e ribaditi ad Accra, il
Ministero del Lavoro Italiano ha inoltre concluso nel 2009 un “Addendum”
all’Accordo sulla Mobilità per il Lavoro che trasferisce al Ministero del Lavoro
e dell’Emigrazione Egiziano la responsabilità diretta sulla gestione del 25%
della quota degli ingressi assegnati all’Egitto dal decreto flussi.
In tale quadro,
il ruolo pionieristico giocato dalla Cooperazione Italiana è confermato
dall’avvio, già nel 2001, del programma DGCS
IMIS “Sistema Informativo Integrato per
le Migrazioni”. Il Progetto, eseguito dall’Organizzazione Mondiale per
le Migrazioni (OIM)
ha l'obiettivo generale di fornire capacity bulding al Governo Egiziano
per l'attivazione degli strumenti e dei processi idonei alla gestione dei
flussi migratori. Mira inoltra a creare le condizioni affinché i migranti
lavoratori diventino agenti attivi per lo sviluppo economico e sociale del Paese
Egitto.
Il Progetto
IMIS costituisce un esempio di
successo per la Cooperazione Italiana e la richiesta del Governo egiziano di
avviare una seconda fase dello stesso Programma (IMIS
Plus), operativo dal 2008 , ne è infatti un’importante conferma.
Una politica che
ha come suoi principi guida l’efficacia e la sostenibilità non può però
prescindere dalla promozione di quelle condizioni atte a favorire l’occupazione
nel paese di partenza. In questa prospettiva la Cooperazione Italiana realizza,
in collaborazione con l’Organizzazione Internazionale per il Lavoro, il
Programma “Effective School to Work
Transition” che, attraverso una azione di capacity building diretta
ai servizi per l’impiego e allo sviluppo degli strumenti per l’orientamento dei
giovani, mira a guidare la fase di transizione dal mondo della scuola e
formazione al mondo del lavoro, favorendo l’incontro tra domanda ed offerta
di occupazione.
In tale ambito è
importante ricordare che il Governo Egiziano ha fatto proprio l’approccio da noi
sostenuto, che non intende limitarsi al mero contrasto dell’immigrazione
clandestina, ma che mira a favorire i
flussi migratori legali collegandoli ad un’opportuna, quanto adeguata,
formazione professionale e linguistica. La Cooperazione Italiana finanzia
infatti corsi di Orientamento Pre-partenza, eseguiti direttamente dal
Ministero Egiziano del Lavoro e dell'Emigrazione grazie all'expertise dell'OIM.
Il fine è quello di trasformare il rapporto migrazione-sviluppo in un circolo
virtuoso capace di portare valore aggiunto tanto al paese d’emigrazione
quanto al paese d’accoglienza.
Prospettive
Il Governo
Egiziano, prendendo atto dei mutamenti intervenuti negli ultimi decenni nella
natura e nell’intensità del fenomeno migratorio, ha in varie occasioni
illustrato l’esigenza di rivolgere una crescente attenzione alle politiche e
programmi in grado di collegare opportunamente il fenomeno delle migrazioni allo
sviluppo socio economico del Paese. In particolare, i vari settori della
tematica “migrazione e sviluppo” in cui l'Egitto ha necessità di acquisire
competenze sono:
-
Sostenere le
comunità di migranti
affinché
possano divenire agenti dello sviluppo, in grado di partecipare
effettivamente al benessere ed alla crescita socio-economica del paese di
origine. In quest'ottica sarebbe opportuno inserire l'Egitto nell'iniziativa
MIDA (Migration for Development in Africa) già finanziata dalla Cooperazione
Italiana ed eseguita da OIM Roma per il Senegal e il Ghana.
-
Crescita
dell’impatto delle rimesse, attraverso la promozione degli
investimenti collettivi e lo sviluppo di meccanismi di collegamento tra le
rimesse ed altri servizi finanziari, quali il microcredito, le assicurazioni
sanitarie, i fondi comuni di investimento, i piccoli prestiti per le
abitazioni. Le difficoltà riscontrate nel trasferimento delle risorse
finanziarie, evidenziano l’opportunità di procedere all’adozione di misure
dirette a rendere il meccanismo più economico, trasparente ed accessibile,
anche attraverso l’implementazione di programmi di formazione finanziaria
pre-partenza.
-
Rivolgere
un’attenzione costante alla questione di genere per facilitare il
coinvolgimento attivo delle donne all’interno dei processi di sviluppo.
Attivare dei meccanismi di sostegno per le donne che si ritrovano, prive di
mezzi economici e professionali, (a seguito dei processi migratori dei loro
familiari), a dover far fronte alla gestione della famiglia e talvolta delle
attività professionali ereditate dai capo-famiglia.
-
Minimizzare
gli aspetti negativi delle migrazioni, quali per esempio la "fuga dei
cervelli", il così detto “brain drain” attraverso la creazione di incentivi e
di condizioni socio economiche atte a favorire il rientro della Diaspora
Egiziana ed/o il trasferimento, anche virtuale, delle competenze e know-how
acquisiti durante l'esperienza migratoria.
-
Sostenere la
cooperazione nel settore dell'istruzione e formazione tecnica e professionale
per rispondere alle necessità del mercato del lavoro nazionale ed
internazionale, tramite l'adattamento dei curricula formativi e la formazione
dei formatori a standard internazionali. In tale ambito l'iniziativa dei
TECs (Technical Educational Clusters) in fase di valutazione da parte
dell'Unità Tecnica di Supporto del Programma di Conversione del Debito,
potrebbe fornire, una volta avviata, un utile supporto per la creazione di un
bacino di lavoratori opportunamente formati sia per il mercato locale che per
quello italiano.
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