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Cooperazione Italiana in Egitto

Politiche migratorie: l'importanza della valorizzazione delle risorse umane ed il ruolo dei media. PDF, 1 MB


NOTE INFORMATIVE:

La cooperazione tra i Ministeri dell’Interno italiano ed egiziano

Il modello italo-egiziano di cooperazione nella gestione della mobilità per lavoro

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LA Cooperazione Italiana in Egitto

Seguiti della Conferenza del 09 Ottobre 2007

Il modello di cooperazione italo-egiziano

per la gestione dei flussi migratori:

le attività di contrasto della migrazione irregolare

  e l’attuazione di sistemi operativi per la mobilità lavorativa

Martedì 9 ottobre 2007 si è tenuta al Cairo la conferenza organizzata dall’Ambasciata d’Italia, con il patrocinio dell'Ufficio dell'Addetto all'Immigrazione, Dott. Luigi Margio, dal titolo “Il modello di cooperazione italo - egiziano per la gestione dei flussi migratori: le attività di contrasto della migrazione irregolare e l’attuazione di sistemi operativi per la mobilità lavorativa”.

Alla conferenza hanno preso parte in qualità di relatori: S.E. l’Ambasciatore d’Italia in Egitto, Claudio Pacifico, S.E. il Ministro egiziano del Lavoro e dell’Immigrazione, Aicha Abdel Hadi, il Direttore Generale del  Servizio Immigrazione del Ministero degli Interni italiano, dott. Giorgio Manari, il Vice Direttore del Dipartimento Nazionale del Ministero degli Interni per i Documenti di viaggio e per la Migrazione, Gen. Mohamed Wahba, il Direttore dell’Ufficio per la Cooperazione allo Sviluppo dell’Ambasciata d’Italia, dott. Nino Merola e l’Assistente del Ministero per la Ricerca e lo Sviluppo del Ministero della Cooperazione Internazionale, dr. Mostafa Abdel Latif.

L’evento ha visto la partecipazione di un gran numero di persone provenienti da ministeri, agenzie internazionali e dalla società civile, dimostrando grande interesse e attenzione per l’argomento trattato.

Erano presenti anche rappresentanti della stampa con 25 giornalisti della carta stampata provenienti dalle maggiori testate locali e 2 troupes televisive egiziane

Tutti gli oratori si sono trattenuti per l’intera durata della conferenza, partecipando e rispondendo alle domande poste dal pubblico alla fine degli interventi e condividendo infine un iftar offerto per l’occasione.

 I lavori della conferenza si sono suddivisi in tre momenti: in primo luogo i saluti di S.E. l’Ambasciatore d’Italia e di S.E. il Ministro egiziano per il Lavoro e l’Immigrazione, seguiti da una prima sessione tesa a fornire una panoramica sulle attività di cooperazione tra i Ministeri degli Interni italiano ed egiziano ed  infine una seconda sessione dedicata al tema dell’importanza di creare una valida alternativa all'emigrazione irregolare.


Discorso S.E. l’Ambasciatore Claudio Pacifico

“E’ per me un grande piacere e un onore essere qui. Vorrei ringraziare in particolare il Ministro, per avere onorato questo seminario con la sua presenza ed anche ringraziare le autorità egiziane, italiane, gli esperti e i giornalisti per essere intervenuti a questa breve iniziativa.

Dato che ci sono degli esperti che compiranno degli interventi più tecnici, io cercherei di dare più spazio all’atteso intervento del Ministro e dei nostri esperti tecnici e vorrei semplicemente limitarmi ad alcune considerazioni di carattere generale.

S.E. Claudio PacificoCome voi sapete, anche in questo campo, il rapporto tra Italia ed Egitto e’ veramente un rapporto all’avanguardia e tale da poter fornire un modello di esempio anche nel rapporto tra gli altri paesi europei e l’Egitto, gli altri paesi europei e i paesi della riva sud del mediterraneo. Allorché alcuni aspetti che oggi saranno trattati sono dedicati particolarmente alla cooperazione nell’azione di contrasto dei traffici e della criminalità organizzata che traffica poveri esseri umani, quindi contro l’immigrazione clandestina, vorrei sottolineare che noi dall’inizio abbiamo inquadrato questo tipo di cooperazione in un contesto molto più ampio da cui poi viene anche il titolo che abbiamo proposto per questo breve seminario, che è quello della gestione dei flussi.

Nel nostro modo di vedere l’intera questione della collocazione, soprattutto del lavoro giovanile, dell’impiego del lavoro giovanile, e quindi delle opportunità di impiego che possono essere create sia in Egitto che in Italia, essa va inquadrata in un unico grande contesto in cui, come vi dicevo, l’Italia ha avviato questa collaborazione importante che si articola su tutta una serie di settori: siamo impegnati, per esempio e innanzitutto, nella formazione, nelle attività di specializzazione, perchè noi vogliamo dare delle risposte all’occupazione giovanile, delle risposte in cui la cooperazione italo-egiziana possa dare un contributo, ossia creare delle nuove leve specializzate che possano sia lavorare in Egitto (soprattutto nei crescenti programmi di joint-venture, di costituzione di imprese italo-egiziane costituite in Egitto), sia anche nel poter avere un’opportunità di inserirsi, e inserirsi in modo positivo e concreto, nella società italiana.

Come voi sapete, c’è un numero crescente di manodopera egiziana che, sempre più specializzata, lavora in importanti industrie o imprese italo- egiziane, qui in Egitto, e sta sempre più aumentando il numero di specialisti tecnici egiziani che lavorano in Italia in diversi comparti di attività. In tutto questo contesto, un aspetto fondamentale è proprio quello appunto della formazione della specializzazione. Specializzazione, soprattutto, in tutta una serie di settori in cui oggi la manodopera egiziana dimostra già delle importanti qualificazioni che l’Italia può contribuire a specializzare ulteriormente.

Quindi questo è il programma, importante a mio modo di vedere, ed è quello che a noi interessa di più e che svolgiamo con grande impegno.  Io sono qui da molto poco tempo, da poco più di un mese, ma ho gia avuto il privilegio e onore con il Ministro di partecipare a un’altra iniziativa che si collega sempre a questo impegno più largo, che in questo caso è quello di un impegno per migliorare le condizioni di lavoro, per intervenire ed evitare l’infortunistica sul lavoro, che sono anche problemi che, non  solo sono evidentemente sentiti nella società egiziana, ma, come sanno tutti gli italiani che partecipano oggi a questa iniziativa, sono anche molto sentiti nella società italiana.

In questo contesto, come vi dicevo, un altro argomento di cui si parlerà oggi più a lungo è anche quello dell’importanza della cooperazione fra le rispettive autorità italiane e egiziane nella lotta all’immigrazione clandestina. Questo è un settore molto importante perchè, inserito nel contesto di cui vi parlavo, è innanzitutto una lotta contro la grande criminalità organizzata e per aiutare queste persone che sono le vere vittime di questi traffici, persone che per disperazione certe volte si affidano a questo tipo di traffici per poter trovare un futuro migliore per loro stessi e per la loro famiglia. Questo mi sembra un punto molto importante da chiarire, perchè molto spesso si confondono, anche nei dibattiti in Italia, i due aspetti. Si dimentica che questi traffici sono organizzati certe volte in modo spietato e terribile da organizzazioni criminali, che sono quelle stesse organizzazioni criminali che sfruttano la disperazione o la speranza di povera gente e poi finiscono con queste tragedie, che voi tutti conoscete: abbandonati per mare o anche nel deserto, lasciati a morti terribili.

Quindi bisognerebbe capire con chiarezza che questo tipo di traffici non porta nulla di bene alle povere persone che, ripeto, per disperazione, si affidano a questo tipo di avventure; e soprattutto, anche per quelli che in qualche modo riescono a superare questa avventura, non è in questo modo che si puó pensare di costruite per loro un futuro al quale loro mirerebbero. Perché se si vuole costruire un’azione come quella di cui vi parlavo all’inizio del mio intervento, bisogna lavorare, bisogna organizzare, preparare queste persone, giovani o meno giovani, a poter prendere dei lavori, a potersi inserire produttivamente nella società. Quindi ecco perchè in fondo c’è un collegamento tra questi vari aspetti di questo impegno che oggi è un impegno senz’altro prioritario per il Governo italiano in Egitto e forse è uno degli aspetti più importanti e più qualificanti nella collaborazione fra i nostri due paesi.”

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Discorso di S.E. Aicha Abdel Hadi, Ministro del Lavoro e dell’Immigrazione

Sua Eccellenza Ambasciatore Claudio Pacifico, Egregi ospiti,

innanzitutto desidero felicitarmi con Lei, Sua Eccellenza Ambasciatore in occasione della sua nomina ad Ambasciatore d’Italia in Egitto, augurando a Lei e a tutti i membri dell’Ambasciata e della Missione italiana in Egitto ogni successo.

È per me un piacere ed un onore essere con Voi oggi e partecipare ai lavori di questa importante conferenza sul modello di cooperazione italo-egiziano per la gestione dei flussi migratori e le attività volte a porre fine all’immigrazione illegale e all’attuazione di sistemi operativi per migliorare la mobilità lavorativa. Desidero, inoltre, rivolgere i miei più sinceri ringraziamenti ed esprimere la mia stima nei confronti dell’Ambasciata italiana al Cairo per l’assistenza generosa ed attiva offerta in questo settore, che io ritengo arricchisca fortemente i nostri sforzi congiunti per l’elaborazione dei migliori strumenti e metodologie per una migliore gestione dell’immigrazione, e il rafforzamento delle relazioni di cooperazione e scambio di informazioni ed esperienze tra i nostri due Paesi amici, Italia ed Egitto.

Signori e signore,

le percentuali dell’immigrazione internazionale aumentano e la sua portata è evidente sia per i Paesi d’origine che di destinazione, alla luce di un sistema globalizzato che governa il mondo a livello economico, politico, sociale e culturale e che ovviamente amplia il divario dello sviluppo tra Nord e Sud e crea nuovi incentivi all’emigrazione.

Negli ultimi decenni si è assistito ad un enorme cambiamento delle rotte dell’emigrazione, del suo volume e delle sue conseguenze, positive e negative, sui Paesi di origine, di transito e di destinazione. Ciò richiede la cooperazione congiunta tra tutti i Paesi e gli attori della comunità internazionale per riuscire insieme ad amplificare gli aspetti positivi dell’immigrazione internazionale ed eliminare per quanto possibile gli aspetti e le conseguenze negative che si ripercuotono sui lavoratori immigrati.

Noi siamo convinti che quando l’immigrazione è legale, essa diventa capace di proteggere l’emigrante, i componenti della sua famiglia e i suoi beni, al contrario di quanto accade nei casi di immigrazione clandestina, che di recente sono aumentati enormemente a causa della povertà, del fallimento dei programmi di sviluppo, della diffusione della violenza, dei disordini politici e delle guerre civili in molti Paesi in via di sviluppo.

Signori e signore,

l’interesse dell’Egitto verso le questioni di immigrazione si ricollega al suo desiderio di partecipare a tutte le iniziative e sforzi internazionali che mirano a creare un quadro integrato globale per affrontare l’argomento, e al suo impegno a firmare e ratificare i numerosi accordi bilaterali, regionali e internazionali in materia di immigrazione nella speranza di adottare attraverso tali accordi un metodo cooperativo equilibrato che garantisca gli interessi e il diritto di assistenza degli immigrati egiziani e contemporaneamente realizzi gli interessi delle altre parti coinvolte.

Le politiche intraprese dall’Egitto nel campo dell’immigrazione, in particolare verso i Paesi europei, mirano a:

×           integrare gli immigrati legali nelle loro nuove società e proteggerli all’interno di un quadro comune di difesa dei diritti e rispetto delle comunità egiziane formatesi legalmente e secondo le leggi dei Paesi ospiti, facilitare il trasferimento dei loro risparmi e consolidare i loro legami con la madrepatria;

×           porre delle garanzie speciali per l’immigrazione legale al fine di creare opportunità di lavoro reali, far conoscere le esigenze del mercato del lavoro nei Paesi dell’Unione Europea e fornire manodopera formata e opportunamente qualificata;

×           adoperarsi per cooperare con tutti i Paesi nella lotta all’immigrazione illegale e legare queste azioni a incentivi concreti e programmi di formazione per la riqualificazione di coloro che non hanno potuto regolarizzare il loro status;

×           ampliare la lista degli accordi bilaterali e regionali tra Egitto e Paesi UE e impegnarsi a raggiungere un miglior quadro che contribuisca alla stabilità del mercato del lavoro e dell’immigrazione nei Paesi UE;

×           regolarizzare lo status degli immigrati clandestini egiziani nella misura in cui lo permette la situazione nei Paesi d’accoglienza, in modo da favorire le situazioni economiche nei Paesi di emigrazione e di origine, attraverso strumenti di cooperazione tecnica, di sicurezza, giuridica e legislativa, sempre nel totale rispetto dei diritti umani degli immigrati.

Signori e signore,

l’orientamento adottato da Italia ed Egitto nei campi della cooperazione allo sviluppo rappresenta l’incontro tra due antiche civiltà per raggiungere obiettivi che contribuiscano allo sviluppo dei due Paesi e che ci uniscano nell’ottica moderna della condivisione dei benefici.

I nobili aspetti della cooperazione tra i due Paesi si sono concretizzati nel settore della manodopera, dell’emigrazione e dello sviluppo delle risorse umane, in particolare con la firma nel novembre 2005 di accordi tra il Ministero egiziano del Lavoro e dell’Emigrazione e il Ministero del lavoro italiano per organizzare e gestire l’immigrazione di lavoratori egiziani in Italia. Tali accordi prevedono una gestione dei flussi migratori in base alle esigenze del mercato del lavoro italiano, il sostegno agli sforzi egiziani nei programmi di formazione professionale e qualificazione tecnica e linguistica degli emigranti e la loro preparazione in vista dell’inserimento nel mercato del lavoro italiano, e la regolarizzazione dello status dei lavoratori egiziani residenti illegalmente in Italia.

Secondo tali accordi ogni anno viene calcolata la quota di lavoratori necessaria in base a criteri ben definiti e alle condizioni del mercato del lavoro italiano, al bisogno di forza lavoro, alle qualifiche e alle esperienze richieste.

Gli accordi hanno concesso ai lavoratori emigrati gli stessi diritti e doveri garantiti ai lavoratori del Paese di destinazione, compresa la previdenza sociale.

In questo contesto è particolarmente importante sottolineare la fruttuosa e costruttiva cooperazione tra Egitto e Italia per il miglioramento qualitativo della manodopera attraverso corsi di formazione tecnica e addestramento professionale nelle filiali dell’istitutoDon Bosco” dei Padri Salesiani, al Cairo e ad Alessandria.

Colgo, quindi, l’occasione per sottolineare il contributo italiano in questi settori, in particolare quello introdotto dal progetto sulla mobilità internazionale del lavoro. Tale progetto si inquadra nell’ambito dell’attuazione di un accordo stipulato tra i due Paesi e avviato nel gennaio 2007 con l’inaugurazione dei lavori del corso di formazione presso l’istituto dei Salesiani per 200 giovani egiziani. Questi ultimi avevano fatto domanda per lavorare in Italia sul sito web del Ministero egiziano del Lavoro e dell’Emigrazione sulla base di richieste, esigenze ed esami fatte dai datori di lavoro italiani nell’edilizia, meccanica (tornitura e saldatura), come cuochi, aiuto cuoco, autisti, programmatori e manutenzione di computer.

Signori e signore,

una delle priorità del Ministero egiziano del Lavoro e dell’Emigrazione è quella di creare opportunità di lavoro legali per gli egiziani, soprattutto dati i problemi cui vanno incontro i giovani desiderosi di lavorare all’estero a causa di intermediari che sfruttano i loro bisogni sia nel momento del viaggio che per quanto riguarda il lavoro all’estero.

In questi giorni partirà la prima ondata legale di giovani egiziani che hanno superato gli esami e i corsi professionali e che hanno imparato l’italiano. A tal fine si sono attivati gli uffici competenti del Ministero in collaborazione con i Consolati del Cairo e di Alessandria per concedere i visti a questo primo gruppo composto da 81 egiziani.   

La proficua cooperazione tra i governi egiziano ed italiano conferma l’impegno del nostro Paese verso tutti gli accordi con gli altri Paesi nel campo della mobilità della manodopera affinché quest’ultima sia legale e garantisca il rispetto della dignità e dei diritti dei giovani immigrati. Tale cooperazione sottolinea pure il sincero desiderio dell’Italia di coordinarsi e cooperare con l’Egitto nel campo dell’impiego e della formazione. Da parte nostra, desideriamo procedere in questa direzione e sostenere gli sforzi compiuti per moltiplicare i posti di lavoro e facilitare la mobilità legale di giovani egiziani qualificati in base alle priorità e alle esigenze del mercato del lavoro italiano.

Noi, da tempo e con la cooperazione della parte italiana, abbiamo cominciato a sviluppare un programma globale e coordinato di gestione dell’immigrazione a livello nazionale, e a sostenere le capacità tecniche legate alla creazione di un database aggiornato sulle opportunità dell’emigrazione e sui suoi sistemi. Abbiamo creato contatti e collegamenti tra immigrati egiziani e madrepatria e migliorato la qualità delle informazioni offerte circa le opportunità legali di emigrazione nei Paesi dell’Unione Europea attraverso un progetto per un sistema integrato di informazioni sull’emigrazione realizzato dal Ministero e volto a sostenere il Ministero del Lavoro e dell’Emigrazione nell’attuazione delle strategie del governo egiziano in questo campo attraverso:

×           la facilitazione dell’emigrazione legale e dell’accesso dei migranti nei Paesi di destinazione;

×           il miglioramento delle condizioni sociali degli immigrati nei Paesi di destinazione rafforzando i loro legami culturali, sociali ed economici con la madrepatria;

×           l’utilizzo dalle risorse umane e finanziarie derivanti dal fenomeno dell’emigrazione per lo sviluppo del Paese.

Questo sistema costituisce un notevole passo avanti perché permette di registrare uomini e donne che desiderano emigrare ed andare a lavorare all’estero, e consente a istituzioni e società di consultare il database e scegliere i soggetti adatti alle loro diverse attività all’estero.   

Nel campo della lotta all’immigrazione clandestina, vi è poi una cooperazione congiunta tra il Ministero del lavoro e dell’emigrazione, il governo italiano e l’IOM che ha portato alla realizzazione di un progetto per una campagna d’informazione nazionale per la sensibilizzazione dei giovani egiziani circa i rischi dell’immigrazione clandestina per porre fine a questo fenomeno, diminuirne i rischi, influenzare le scelte dei giovani egiziani per quanto riguarda le possibilità di emigrazione e migliorare la loro comprensione della realtà dell’emigrazione.

Nell’ambito della cooperazione tra i nostri due Paesi amici, Egitto ed Italia hanno firmato il 9 gennaio 2007 degli accordi di riammissione, i primi di questo genere tra Egitto ed un altro Paese membro dell’Unione Europea, nell’ambito dell’esecuzione di accordi congiunti riguardanti l’organizzazione del rimpatrio dei cittadini di una delle due parti residenti illegalmente nell’altro Paese. Va ricordato, poi, che la firma di questi accordi di riammissione si inserisce tra gli accordi di cooperazione firmati tra le due parti nell’ambito dell’organizzazione dell’immigrazione legale e della creazione di opportunità di lavoro legali in Italia per i cittadini egiziani.

I vivi legami strategici che legano Egitto e Italia continueranno a conservare importanza e peso per entrambi i Paesi in quanto partner nello sviluppo, nella sicurezza, nella stabilità e nella creazione di nuove prospettive per il lavoro e per l’immigrazione legale e negli sforzi per bloccare quella illegale.

In conclusione, desidero ribadire la mia fiducia nel valore del mutuo scambio di esperienze e degli aspetti positivi che da esso derivano.

Desidero, infine, esprimere la mia stima e i miei ringraziamenti al governo italiano per l’impegno fecondo e costruttivo che caratterizzano la sua cooperazione con il governo egiziano.” 

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Discorso del Dott. Giorgio Manari, Direttore Generale del Servizio Immigrazione,

Ministero degli Interni italiano

 “Innanzi tutto mi è particolarmente gradito rivolgere un caloroso saluto al Signor Ministro, a Sua Eccellenza Claudio Pacifico, a tutte le autorità qui presenti, a tutte le signore e i signori convenuti.

Il mio saluto è un saluto che rivolgo a nome del Ministero degli Interni italiano, del Dipartimento della Pubblica Sicurezza e in particolare della Direzione Centrale per l’Immigrazione e la Polizia delle Frontiere, a nome del Prefetto che non è potuto venire, per altri impegni istituzionali. Ma in questa occasione ringrazio particolarmente Sua Eccellenza l’Ambasciatore per avermi invitato in questa occasione che ci da la possibilità di effettuare una riflessione sul tema di cui oggi si parla, della cooperazione bilaterale tra i due paesi, Italia ed Egitto, specialmente nel campo della cooperazione di polizia, che ha una storia antica, un solco che è stato già tracciato e che noi ci rallegriamo di poter proseguire.

Per brevità, nel tempo che mi è stato concesso non posso andare troppo indietro nel tempo, ma vorrei partire dall’Accordo Bilaterale di Cooperazione del giugno del 2000 che già vedeva le due autorità Italia e Egitto insieme per combattere la criminalità organizzata, il terrorismo, il traffico di esseri umani e in particolare l’immigrazione clandestina.

Sono poi seguiti già dal 2002 incontri tra vertici di alto livello, volti ad intensificare lo scambio di informazioni in materia di immigrazione clandestina, che hanno portato alla realizzazione di varie iniziative tra cui il distacco di un nostro ufficiale di collegamento che oggi è efficacemente rappresentato dal dott. Luigi Margio.

L’impegno à poi proseguito nel campo della formazione, che nel 2004 vede l’invito di 20 ufficiali della polizia di frontiera egiziana per un corso di formazione presso la Scuola di Eccellenza, la scuola di Duino in provincia di Trieste. Successivamente nel 2005 analogo invito viene fatto ad altrettanti ufficiali presso la scuola CAPS di Cesena ed è proseguita poi nel 2006 con l’effettuazione, proprio qui al Cairo, presso l’Accademia di Polizia egiziana, di un seminario fatto dall’Istituto di Scienze Giuridiche di Siracusa. Lo stesso anno abbiamo invitato 30 cadetti della polizia di frontiera egiziana, scelti tra i migliori, a Roma presso l’Istituto Superiore della Polizia di Stato presso il comando generale dell’Arma dei Carabinieri. Questo anno 4 ufficiali della polizia egiziana sono stati a Roma presso la Direzione Centrale della Polizia Scientifica per informarsi su come noi agiamo nel falso documentale e nell’applicazione delle impronte digitali che serve per l’identificazione dei soggetti.

Negli anni inoltre, l’Italia ha fornito all’Egitto sofisticate strumentazioni proprio per combattere e contrastare il falso documentale e l’applicazione delle impronte digitali.

Oggi qui suggelliamo questa cooperazione annosa con la consegna simbolica della motovedetta classe “Squalo P50” costruita nei cantieri navali del golfo di Gaeta.

L’Egitto a sua volta ha fatto molto nell’ambito della cooperazione. Basterebbe ricordare il 2004, quando le autorità investigative egiziane sgominarono e stroncarono un traffico pericoloso di migranti cingalesi che su imbarcazioni, attraversando e percorrendo il canale di Suez, poi si avvicinarono verso le coste italiane. In quell’occasione 524 soggetti furono fermati, identificati e bloccati in questa terribile attività. Ma non si è fermato solo a questo: negli anni successivi sono stati integrati e rafforzati scambi di informazioni, relazioni e rapporti tra le polizie dei due paesi, fino ad arrivare al 9 gennaio del 2007, come ricordato dal signor Ministro, quando fu siglato l’Accordo di Riammissione per il quale l’Italia è particolarmente grata all’Egitto.

Ma accanto all’immigrazione illegale - che, come ricordato da Sua Eccellenza l’Ambasciatore Pacifico, ci vede combattere certamente non coloro che cercano un domani migliore, ma le organizzazioni criminali che sono a capo di questo traffico di esseri umani -  c’è un immigrazione legale, molto importante e che rappresenta un perno importante di quell’accordo sulla manodopera siglato il 29 novembre del 2005 e che vede una comunità egiziana in Italia particolarmente operosa, particolarmente integrata nel tessuto sociale italiano.

Noi contiamo infatti di aver sempre dato all’Egitto una fetta relativa ai flussi legali per la manodopera, che ha visto l’Egitto come partner privilegiato: si parte dal 2002 con mille soggetti, fino ad arrivare al 2006 con ben 10.000. La comunità egiziana in Italia conta oltre 40.000 persone e oltre 16.000 minori con meno di 14 anni. E’ una comunità molto integrata che privilegia come città Milano, dove sono presenti circa 19.000 persone, a seguire Roma con 4.500, Brescia con 3.500 e poi Torino e molte altre città del nord. Dicevamo persone operose, tanto è vero che ben 21.000 sono impegnate nel lavoro subordinato e circa 5.000 nel lavoro autonomo e il resto come permesso familiare che poi ravvede la famosa unione delle famiglie che significa quindi essere ben inseribili nel contesto sociale. Ecco, di questo noi ci rallegriamo e auspichiamo che si vada avanti su questa strada, su questo antico solco, perchè entrambi i paesi possano continuare il loro cammino. Questo noi oggi lo riaffermiamo con questo atto simbolico per continuare a seguire il controllo del mare, per combattere l’immigrazione clandestina.”

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Discorso del Dott. Nino Merola, Direttore dell’Ufficio Cooperazione allo Sviluppo,

Ambasciata d’Italia in Egitto

“Grazie e buona sera a tutti, Signor Ministro, Ambasciatore, cari colleghi, signore e signori.

Vogliamo parlare del modello italo egiziano per la gestione dei flussi migratori e ci concentreremo quindi sulla questione dei flussi migratori.

L’obiettivo del modello è l’integrazione delle risorse umane egiziane nel mercato del lavoro euro-mediterraneo. Che cosa questo significa e che cosa si intende? Si intende che vogliamo istituzionalizzare, organizzare e inquadrare la gestione dei flussi migratori in modo da poterne immaginare e sfruttare tutti gli elementi positivi e di vantaggio nel medio e lungo periodo. Vogliamo altresì creare un circolo virtuoso della mobilità del lavoro, in modo tale da sfruttarne tutti quelli che sono gli elementi di positività. Per mobilità del lavoro non vogliamo immaginare soltanto che ci sia un flusso di lavoratori che vanno a riempire momenti di domanda, ma che sia uno scambio, che tramite il lavoro e le persone, porti anche un dialogo tra le civiltà, uno scambio di cultura, una maggiore conoscenza reciproca, nella fattispecie nelle due direzioni sponda sud e nord del Mediterraneo.

Aggiungerei comunque che le attività che la Cooperazione Italiana, il sistema Italia in generale, svilupperanno in ambito di formazione ovviamente avranno anche delle ricadute molto importanti per il mercato del lavoro egiziano per le possibilità di lavoro sia locali che nell’area del Golfo.

I protagonisti dell’azione congiunta, come abbiamo detto più volte e come hanno ripetuto altri oratori, sono il Governo italiano ed egiziano, che hanno fornito uno schema e una base legale di riferimento e di collaborazione, un insieme di attori istituzionali e non, che hanno creato il quadro operativo e l’insieme di riferimento per affrontare complessivamente e globalmente l’approccio che stiamo sviluppando, quello appunto della gestione dei flussi.

Il secondo gruppo interessato all’azione sono ovviamente i lavoratori, nell’ambito dei tre principali gruppi di attività legati all’informazione, alla formazione e all’assistenza che queste persone devono ricevere prima durante e dopo.

Il ciclo della mobilità del lavoro, come forse qualcuno di voi si ricorderà, è stato presentato e messo a punto nel corso della conferenza tenutasi a febbraio ed è diventato praticamente un po’ il nostro modello e la nostra linea di orientamento del lavoro. In base a questo ciclo ci stiamo muovendo e siamo ormai prossimi ad aver affrontato ogni punto di questo ciclo della mobilità in maniera strutturata, integrata e organica e con iniziali successi e altre attività che sicuramente porteranno ad un completamento importante. Vorrei soltanto sottolineare che, come molti sanno, esiste sicuramente una domanda per il lavoro qualificato, il problema è appunto offrire un’offerta di lavoro qualificato. Si è identificata quindi la formazione come forse l’elemento fondamentale per il successo di questa iniziativa, disporre di personale qualificato, non è l’unico elemento ma il più importante.

Il ciclo della mobilità: vediamo i primi passi. Per quanto riguarda l’analisi dei fabbisogni, è stato messo in piedi un meccanismo di scambio di informazioni tra un sistema italiano, che è computerizzato, digitalizzato, moderno e un equivalente sistema egiziano ospitato presso il ministero del Manpower. In particolare sono coinvolte le Regioni nell’ambito del progetto per la mobilità internazionale del lavoro.

Sono state poi effettuate campagne di sensibilizzazione e informazione per veicolare il messaggio della pericolosità dell’immigrazione illegale, ma anche soprattutto per veicolare il messaggio, che già sin da ora e a breve speriamo sempre in maggior quantità, si potrà emigrare legalmente, essendo dotati di adeguate capacità professionali e in una via che è sicuramente di maggiore tutela per il lavoratore e per tutto il suo nucleo familiare.

Nell’ambito della preselezione dei lavoratori sono stati creati meccanismi per l’identificazione delle categorie interessate (dei lavoratori che desiderino migrare) e messi appunto sistemi che permettono appunto di fare questo screening da database e da altre situazioni. Questo permette di procedere in modo tale che il meccanismo sia rodato e conosciuto.

Dall’orientamento pre-partenza, ovviamente un insieme di informazioni che vengono fornite al lavoratore di inquadramento, successivamente, passiamo alla parte più interessante, che è la parte di formazione.

Sulla parte di formazione esistono delle realtà già molto importanti, a tutti voi note, quali il Don Bosco e le altre istituzioni italiane presenti sul territorio. Ma vogliamo sottolineare l’impegno futuro, a breve termine, per mettere insieme un meccanismo che possa permettere di dare risposte di più ampia dimensione. Ci riferiamo soprattutto al sostegno che verrà dato alla qualificazione dell’intervento presso distretti formativi in settori prioritari sia per l’industria egiziana sia per la produzione di manodopera qualificata che possono essere il tessile, il meccanico e altri settori di rilevanza, in un ambito di corsi di breve durata, quindi di formazione e qualificazione e miglioramento delle capacità a breve termine per un inserimento immediato nel circuito del lavoro più qualificato, sia europeo che locale. E ci riferiamo alla messa appunto di modelli, chiamiamoli, di lunga durata, quindi percorsi scolastici pluriennali che garantiranno l’uscita di personale formato con una certificazione riconosciuta a livello internazionale con degli standard internazionalmente applicati. Questo lavoro verrà fatto in collaborazione con istituzioni, enti e centri egiziani che verranno sostenuti e affiancati da istituzioni italiane al fine di permettere quell’innalzamento della qualità e quel raggiungimento degli standard che sono richiesti dal mercato internazionale e tra cui quello italiano.

Passiamo quindi alla fase di partenza: assistenza per il viaggio. Nel momento che si è riconosciuti e si fa parte di un insieme, si viene assistiti, per quanto riguarda visti e altre operazioni che vengono facilitate.

Abbiamo poi un altro elemento molto importante che è l’orientamento all’arrivo: si viene accolti e messi in contatto con le istituzioni italiane riceventi, le quali quindi permettono al lavoratore di essere inquadrato e orientato in quelle che sono le attività, i luoghi dove andrà a vivere e ad abitare. Soprattutto ci terrei a enfatizzare questo aspetto: il lavoratore nella sua nuova collazione di lavoro, sarà in Italia o dove sarà, si trova tutelato, quindi viene inserito in un contesto strutturato della società che lo accoglie. Questo significa che oltre ad avere dei documenti che gli permetteranno di fare una vita normale e regolare si può appoggiare al sistema sanitario nazionale, nel caso ne abbia bisogno, e a tutte le altre istituzioni che sostengono la vita di una persona e di una famiglia. Ovviamente essere presenti in un paese in maniera legale apre ben altri tipi di prospettive.

Per ultimo abbiamo introdotto, e siamo arrivati ad occuparci, anche del processo di reintegrazione in Egitto. Un elemento estremamente importante che verte su due fattori fondamentali: il primo, raccogliere le esperienze e le conoscenze delle comunità egiziane all’estero e stabilire dei raccordi più strutturati con le comunità egiziane all’estero e occuparsi della questione della veicolazione delle rimesse, che sapete tutti è un argomento estremamente importante e anche di grande dimensione finanziaria.

Inoltre immaginiamo di studiare formule di supporto per coloro che desiderino rientrare nel proprio paese, come potrebbero essere delle linee di credito agevolate e dedicate per il lavoratore che ha imparato un mestiere e ha fatto un’esperienza importante nel paese che l’ha ospitato e desideri tornare a casa e mettere a frutto la propria attività. Quindi azioni di linee di credito, di micro credito o altre cose.

Quindi il successo di questa azione, che per ora verte ancora su scala pilota ma che auspichiamo e siamo convinti a breve comincerà a sfornare numeri di ben altre dimensioni e impatto, è dovuto ad una vera e propria azione di sistema, che vede coinvolto il paese Italia con tante istituzioni pubbliche e private e con un forte impegno finanziario anche della Cooperazione Italiana in collaborazione con il governo egiziano.

Da ultimo ricordiamo che uno dei prossimi strumenti finanziari che verranno utilizzati per sostenere questo lavoro è il programma di conversione italo-egiziano nuovo, recentemente fermato. Quindi i lavoratori migranti in un’azione di collaborazione tra governi daranno poi un sistema di gestione istituzionalizzato dei flussi.

Auguriamo quindi un buon viaggio e una buona permanenza a tanti egiziani, non solo da noi ma anche in altri paesi della regione.”

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