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Si è svolta, lo scorso 26 giugno, sotto gli auspici
della Lega degli Stati arabi, l’inaugurazione della mostra “Artisti
Arabi tra Italia e Mediterraneo” presso la Galleria Horizon del
Museo Mahmud Khalil del Cairo. Hanno partecipato all’evento il Ministro
della Cultura egiziano, Farouk Hosni, il
Sottosegretario di Stato per
gli Affari Esteri, Stefania Craxi, e l’Ambasciatore d’Italia in
Egitto, Claudio Pacifico.
L’esposizione è stata organizzata dall’Ambasciata
d’Italia e dalla Direzione Generale per la Promozione e la Cooperazione
Culturale del Ministero degli Affari Esteri Italiano, insieme
all’Istituto Italiano di Cultura del Cairo: viene così data la
possibilità di ammirare 50 opere di artisti contemporanei italiani ed
arabi.
La mostra ha già fatto tappa a Damasco e a Beirut,
prima di continuare il suo tour della riva meridionale del Mare
Nostrum in Algeria, Marocco e Tunisia. E per la rassegna
“Convergenze Mediterranee” di cui questa mostra fa parte, gli
organizzatori si sono ispirati proprio all’idea che un mare comune
esiste davvero. Il progetto espositivo, che intende dimostrare la storia
e l’importanza dell’impatto della nostra cultura visiva e artistica sul
mondo arabo-mediterraneo, prevede l’associazione tra un’opera di un
pittore arabo e un lavoro di un maestro italiano, in cui il legame è
dato da una condivisione di ricerca e di espressione. Ecco quindi la
prova concreta di come siano possibili il dialogo e la conoscenza
reciproca, in particolar modo tra culture così profondamente legate come
quella italiana e quella araba, fatte di scambi continui e di soggiorni
nei Paesi della riva opposta: italiani in Egitto ed egiziani in Italia,
e così via..
Gli ottimi rapporti culturali tra l’Italia e l’Egitto,
inoltre, sono stati recentemente rafforzati dal Memorandum di Intesa per
il Partenariato Strategico Rafforzato, firmato a Roma il 4 giugno 2008
dai rispettivi Ministri degli Esteri, in cui ci siamo impegnati a
promuovere la cooperazione sociale, economica e culturale sulla base
della comune eredità mediterranea e degli stretti legami esistenti tra i
due Paesi.
Sopra:
Omar al-Nagdi, Egitto, 2007.
Olio e acrilico su tela, 120 x
120 cm. Omar al-Nagdi Museum, Il Cairo
L’esposizione è stata organizzata da:
S.E. Claudio Pacifico,
Ambasciatore d’Italia in Egitto
S.E.
Gherardo La Francesca,
Direttore Generale per la Promozione e la Cooperazione
Culturale
del Ministero degli Affari Esteri Italiano
Per la cura di Martina Corgnati in coordinamento con:
Mohsen Shaalan,
Direttore del Settore Belle Arti del Ministero della Cultura d’Egitto
Ehab Illaban, Direttore della Galleria Horizon 1
Patrizia Raveggi,
Direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura del Cairo
Nell’ambito del
progetto italo-egiziano
di
Riqualificazione
e modernizzazione del sistema museale egiziano,
reso possibile grazie ai finanziamenti del Ministero degli Affari Esteri
italiano – Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo, si è
svolta lo scorso 4 maggio, presso la sede del Supreme Council of
Antiquities (SCA), la cerimonia inaugurale che dà avvio ai corsi di
formazione nei settori del restauro e della museologia.
A prendere parte all’evento sono stati
l’Ambasciatore italiano in Egitto, S.E. Claudio Pacifico, il
Segretario Generale del Supreme Council of Antiquities, dott. Zahi
Hawass, la direttrice del Museo egizio del Cairo, dott.ssa Wafa’a
el Sedik, il Direttore dell’Ufficio di Cooperazione allo Sviluppo
dell’Ambasciata d’Italia, dott. Nino Merola, il coordinatore
dell’attività di Master Plan per la riqualificazione del museo, dott.
Luciano Marchetti, la Direttrice dell’Istituto Superiore per la
Conservazione ed il Restauro (ente responsabile per le attività di
formazione), dott.ssa Caterina Bon Valsassina, oltre a
personalità egiziane, giornalisti e televisioni della stampa egiziana,
italiana ed estera.
Zahi Hawass ha manifestato un apprezzamento
particolare per l’elevato livello del lavoro portato avanti dagli
esperti italiani. Grazie a loro, ha aggiunto, il Museo egizio di
Tahrir potrà divenire un esempio unico nel suo genere, con altissimi
standard qualitativi ed espositivi attraverso pannelli esplicativi dei
singoli reperti e della storia del loro ritrovamento. L’ampliamento
dello spazio espositivo, grazie alla costruzione del nuovo museo di Giza
e quindi al trasferimento di parte della collezione del museo del Cairo,
permetterà di valorizzare l’immenso patrimonio e di esporre nuovi
reperti.
Da parte italiana è stato espresso l’ottimo spirito
di collaborazione con gli egiziani; l’Ambasciatore Pacifico ha
sottolineato l’alto carattere simbolico del progetto per i rapporti tra
due Paesi dalle antichissime culture ed ha ribadito l’impegno
dell’Italia a proseguire il dialogo avviato con le massime istituzioni
culturali dell’Egitto.
Per quanto riguarda l’attività di formazione
professionale prevista dal progetto, essa ha come principale
obiettivo lo sviluppo di abilità e di conoscenze nel campo della
gestione museale e della conservazione e del restauro delle collezioni.
I corsi saranno portati avanti dal prestigioso Istituto Superiore per
la Conservazione ed il Restauro di Roma e verteranno su cinque aree
specifiche: conservazione preventiva e restauro, tecnologie
dell’informazione,fotografia degli oggetti museali, allestimento museale
e catalogazione, gestione e manutenzione della biblioteca.
Durante i corsi saranno restaurati importanti pezzi
archeologici d’arte egizia che saranno poi esposti nel Museo in una
mostra in cui si osserveranno i progressi.
Si è dunque ora entrati nella fase propriamente
operativa del progetto, grazie all’importante ruolo degli esperti
italiani, la cui funzione è stata ampiamente elogiata dalle istituzioni
egiziane e dal Supreme Council of Antiquities. Si tratta dunque di un
forte stimolo all’ulteriore approfondimento della cooperazione culturale
tra l’Italia e l’Egitto.
In the framework of the project “The
Redesign of the Egyptian museum, Midan Tahrir”, financed by the
Directorate General for Development Cooperation of the Italian Ministry
of Foreign Affairs and implemented by the Italian Ministry of Cultural
Heritage and Activities, the Supreme Council of Antiquities and
the Embassy of Italy in Cairo -Development Cooperation Office, have the
honor to invite You to the Opening Ceremony of the training Courses for
Egyptian Curators and Conservators in the field of Museology and
Conservation of Cultural Heritage.
The
ceremony
will be held in Cairo on the 4th of May at 11.30 a.m. at the
Supreme Council of Antiquities, 3, el Adel Abu Bakr St., Zamalek.
The ceremony will be introduced by Prof. Zahi Hawass, Secretary
General of the Supreme Council of Antiquities, Prof. Giuseppe
Proietti, Secretary General of the Italian Ministry of Cultural
Heritage and Activities, H. E. Claudio Pacifico, Ambassador of
Italy. Reception to follow.
Italia,
Egitto e sviluppo delle PMI:
una
questione di cooperazione
Era il
2003, quando la Cooperazione Italiana, attraverso il
Programma di
Conversione del Debito, finanziò il progetto "Supporto alla rilocazione
delle concerie della Cairo Vecchia", con 24 milioni di euro. Nel 2002,
23.2 milioni di euro furono destinati ad un importante progetto di
sviluppo rurale nel West Noubariya, e circa 0.3 milioni di euro per il
"Progetto pilota per il Corridoio Verde". Evidentemente, tre nomi di
progetti e tre importi non dicono molto, ma se a questi aggiungiamo le
azioni di sistema che si sono sviluppate a partire da queste iniziative,
allora diventa più facile identificare la visione della Cooperazione
Italiana in Egitto e valutarne l'efficacia.
Quasi per
alleggerire questo crudo linguaggio di settore, sono stati chiamati,
"risultati inattesi": lavorare, e poi restare come sospesi, in attesa
che la palla, lanciata dalla cooperazione italo-egiziana, torni... E'
tornata, ed ora la partita è decisamente più coinvolgente.
La
stessa missione degli imprenditori italiani, svoltasi al Cairo dall'8 al
10 aprile, ha, in un certo senso, gratificato l'impegno della
Cooperazione Italiana, che ha preparato il terreno affinché il raccolto
premiasse quanti, ora, possono intrattenere rapporti: italiani ed
egiziani, nei settori che vanno dal conciario all'agro-alimentare, dai
trasporti alla formazione professionale.
E' anche
la dimostrazione che, quando si mette a disposizione del Sistema Italia
il radicamento nel territorio e nelle istituzioni locali, insieme alla
profonda conoscenza delle problematiche di sviluppo, i risultati non
tardano ad arrivare. Notevole impegno è dato, infatti, nel facilitare
partenariati produttivi e di sistema attraverso un intelligente incontro
tra l'esperienza italiana e le peculiarità che questo Paese può offrire.
Ecco, in
sintesi, un esempio di come la Cooperazione Italiana in Egitto applica
il concetto della "condivisione di benefici": partecipare, in una
raccordata azione con l'Ambasciata, ad una continua tessitura di
rapporti tra i Paesi i cui risultati, oggi, sono sotto gli occhi di
tutti.
FORUM
ECONOMICO ITALO-EGIZIANO (8-10 APRILE 2008)
IL
CONTRIBUTO DELLA COOPERAZIONE ITALIANA
A SOSTEGNO
DELLE PMI
In
occasione della missione di sistema Confindustria-ABI-ICE (8-10 Aprile
2008), che ha visto la partecipazione di alti Rappresentanti sia del
Governo, quali il primo Ministro Romano Prodi e il Ministro per il
Commercio Internazionale Emma Bonino, sia del mondo
economico-finanziario, quali il Presidente di Confindustria Luca Cordero
di Montezemolo ed il Presidente della Piccole e Medie Imprese Giuseppe
Morandini, oltre a più di 250 grandi e piccoli imprenditori, l’Ufficio
di Cooperazione dell’Ambasciata d’Italia al Cairo ha distribuito la
pubblicazione “Financial and Non Financial Tools supporting SMEs -
The experience of the Italian Credit Line”, quale seguito del
Seminario Tecnico, da esso promosso, svoltosi al Cairo il 31 Ottobre
2007.
Gli
interventi di apertura del Forum hanno avuto come filo conduttore
l’importanza delle piccole e medie imprese (PMI) per lo sviluppo
economico di Paesi come l’Italia e l’Egitto, che su di esse fondano la
loro struttura produttiva, ed hanno auspicato l’intensificarsi delle
collaborazioni industriali e degli scambi di best practices tra i
due Paesi.
Nell’ottica di una condivisione di esperienze di successo, il
Programma di cooperazione tecnica realizzato finora in Egitto a supporto
delle PMI locali appare quanto mai rispondente a queste linee guida e
alle esigenze di un segmento produttivo in ascesa, in quanto affronta
una delle problematiche più sentite dalle aziende: l’accesso a fonti di
finanziamento come il credito bancario.
L’innovativa metodologia italiana, presentata nella pubblicazione,
coniuga un’assistenza tecnica alle imprese finalizzata alla
presentazione di richieste di finanziamento bancabili, corredate di
business plan completi e una linea di credito a tasso agevolato erogata
attraverso il sistema bancario locale, che in questo modo ha l’opportunità
di avvicinarsi ad un target meno noto ed efficiente ma di alto
potenziale economico e sociale, generalmente considerato a rischio e
poco redditizio secondo gli standard bancari tradizionali.
Il
dibattito emerso durante il Seminario ha quindi posto l’accento
sull’efficacia di questo approccio e ha altresì concordemente
concluso che, strutture che forniscano alle PMI egiziane servizi di
natura non finanziaria, quali i Business Development Services,
(una evoluzione a tutto campo dei tradizionali servizi di assistenza
tecnica per la redazione di soli business plan) costituiscono una valida
chiave di lettura e supporto per l’imprenditore di sviluppare le
potenzialità del proprio progetto industriale e di richiedere ed
ottenere adeguati finanziamenti, in tal modo perseguendo efficacemente
obiettivi di sviluppo.
La
pubblicazione distribuita, in quasi 400 copie, ai partecipanti al Forum
Economico italo-egiziano e ai molti imprenditori locali convenuti, ha
riscosso un ampio apprezzamento. In futuro, attività
della Cooperazione Italiana, e non solo, si ispireranno a tali principi.
L'Ambasciata d'Italia al Cairo organizza l'evento culturale dal titolo “Tre
Culture Sorelle”
nei giorni 18, 20, 21, 22 aprile prossimo al Teatro Mevlevi – Samakhana.
L’evento
si articola nel
modo
seguente:
18
aprile 2008
Samakhana
/
Teatro
Mevlevi - Centro Italiano per il Restauro (El Tarmim), 31 Sharia El
Siufia, Cairo
ore 19
Inaugurazione della Mostra Fotografica “Aure” di Monika
Bulaj.
La
mostra sarà aperta al pubblico fino al 28 aprile 2008
20/21/22 aprile 2008
Samakhana
/
Teatro
Mevlevi - Centro Italiano per il Restauro
(El Tarmim), 31 Sharia El Siufia, Cairo
Convegno
“Tre Culture Sorelle”, articolato
in tre giornate,
in cui intellettuali italiani ed egiziani espongono e dibattono i temi
indicati nel
programma
20
aprile ore 18.00
Convegno -
Entrata
libera
21
aprile ore 18.00
Convegno -
Entrata libera
22
aprile ore 11.00 mattino
- chiusura del Convegno
22
aprile 2008
Teatro Gomhouria
12
Sharia al Gomhouria, Cairo
Ore
19.00 Cocktail di Benvenuto
ore
20,00 Concerto Sinfonico dell’Orchestra del Teatro dell’Opera del
Cairo diretta dal Maestro Leone Magiera

CELEBRAZIONE DELL'ISCRIZIONE DI
WADI EL HITAN (VALLE DELLE BALENE)
NELLA LISTA DEI SITI PATRIMONIO
MONDIALE DELL'UMANITA' DELL’UNESCO
10 febbraio 2008
Si
è
tenuta il 10 febbraio 2008 la Celebrazione dell’Iscrizione di Wadi El
Hitan (Valle delle Balene) nella Lista dei siti patrimonio mondiale
dell’Umanità dell’UNESCO. A sottolineare l’importanza che il governo
egiziano assegna a tale risultato, la Cerimonia si
è
svolta alla presenza della First Lady egiziana Suzanne Mubarak.
Accompagnavano la First Lady i Ministri egiziani dell’Ambiente, Cultura,
Istruzione Superiore, Turismo e della Cooperazione Internazionale. In
rappresentanza dell’Italia, il dott. Nino Merola,
Direttore dell’Ufficio di Cooperazione, dell’Ambasciata d’Italia in
Egitto.
L’evento si
è
tenuto nel meraviglioso scenario del deserto egiziano le cui sabbie
custodiscono eccezionali tesori di storia naturale ed archeologia.
Il sito di
Wadi Hitan (Whale Valley/ Valle delle Balene), situato nell'Area
Protetta di Wady El Rayan dove la Cooperazione Italiana allo
Sviluppo opera dal 1998 grazie al
Programma Ambientale, e' stato nominato dall'UNESCO
Patrimonio Mondiale tra i Beni Naturali, in quanto
è
il sito più importante al mondo che documenti l'evoluzione delle balene
e la loro transizione dalla vita terrestre a quella marina. E’ il primo
sito naturalistico, in Egitto, ad aver ottenuto tale riconoscimento.
Un grande successo per l’Italia, quindi, e per la
Cooperazione allo Sviluppo, in quanto l’apprezzamento e il
ringraziamento per il contributo fornito alla nomina di Wadi Hitan,
è
stato pronunciato alla Cerimonia in tutti i discorsi ufficiali dei
rappresentanti istituzionali egiziani e da quelli dell’UNESCO. La First
Lady stessa, nel ringraziare personalmente il dott. Merola, ha
manifestando il proprio apprezzamento e riconoscenza per il bel lavoro
svolto in questo Sito.
Il supporto italiano, reso particolarmente efficace dalla
lunga presenza sul territorio e dall’approccio adottato che vede,
Italiani ed Egiziani lavorare insieme per raggiungere obiettivi
condivisi, è
stato fondamentale per la preparazione, la gestione e l’infrastrutturazione
logistica e didattica del sito. Tutte le attività, come raccomandato
dall'UNESCO, sono state eseguite col minimo impatto ambientale. Tale
processo ha visto, altresì, la preziosa collaborazione del
Parco del Gran Sasso e Monti
della Laga, che e’ gemellato con l'Area
Protetta di Wadi Rayan, dove Wadi el Hitan
è
situata.
L’evento ha messo in luce che il nostro supporto, che ha
permesso di raggiungere tale ambizioso risultato, ha una proiezione
futura di grande portata per l’Egitto. Dimostra, infatti, che il
Paese che ci ospita
è
sulla strada giusta in termini di politiche di conservazione e
protezione ambientale, di valorizzazione di siti turistici alternativi
ed innovativi e di coinvolgimento delle comunità locali.
Documento
di approfondimento (PDF, 400 KB)
International
Conference on the
Contribution of Human
Resources Development to Migration Policies
European
Training Foundation
Torino,
25 Gennaio 2008
Si
è tenuta a Torino il 25 gennaio 2008, alla presenza del Ministro
Egiziano Aisha Abdel Hadi la Conferenza
International Conference on the Contribution of Human resources
Development to Migration Policies
organizzata dall’Agenzia
Europea
European
Training Foundation.
A
fronte della proficua collaborazione di quest’Ufficio di Cooperazione
con l’ETF, sul settore della formazione ed emigrazione, una nostra
rappresentante, la D.ssa Piera
Francesca Solinas, è stata invitata a partecipare all’evento.
Il Ministro
egiziano ha partecipato alla Conferenza nel quadro delle attività e
progetti di collaborazione avviati dalla ETF, di concerto con quest’ufficio
di Cooperazione, con il suo Ministero. Tali progetti, tutti
co-finanziati da un Trust Fund Italiano DGCS, hanno l’obiettivo
di promuovere la valorizzazione delle risorse umane in generale e, nello
specifico, come mezzo per consentire un’efficace mobilità
professionale verso i Paesi Europei.
I l
Progetto Migration and Skills gestito in collaborazione
diretta con questo ufficio di
cooperazione, ha
l’obiettivo di analizzare, per alcuni settori prioritari, le necessità
del mercato del lavoro italiano e di compararle all’offerta presente in
Egitto. Tale ricerca consentirà di poter orientare efficacemente i corsi
professionali per quanti volessero far parte delle liste di
disponibilità per l’Italia.
Il disegno
di progetto è stato molto apprezzato dalla Delegazione egiziana ed in
particolare dal Ministro che ha dato la massima disponibilità per
l’esecuzione dello stesso.
Il Ministro,
nel suo discorso d’apertura, dopo aver descritto la politica del governo
egiziano nella gestione del fenomeno migratorio, ha illustrato la
Cooperazione di settore Italo-Egiziana, proponendola come modello per
gli altri Paesi UE. Soprattutto, ne ha sottolineato la validità ed
efficacia grazie alla solida base istituzionale costituita dall’accordo
sul lavoro e da quello della riammissione.
Ha elogiato
e ringraziato, piu’ volte, l’impegno del governo italiano per
aver posto, quale condizione sine qua non alla riuscita del
modello, la valorizzazione dei giovani egiziani, grazie a corsi di
lingua italiana, d’orientamento e professionali.
Documenti:
Inaugurazione complesso Dervisci Mevlevi
-
visita On. Dini
E’ stato inaugurato, in data 13 gennaio 2008,
il complesso monumentale dei
Dervisci Mewlevi, situato nella Cairo
islamica. Il restauro del complesso e’ stato eseguito grazie ad un
progetto di valorizzazione territoriale e di formazione, finanziato
dalla Direzione Generale della Cooperazione allo Sviluppo e con
un contributo della legge 212/92.
La cerimonia inaugurale, sotto gli auspici del
Ministro Egiziano per la Cooperazione Internazionale, ha visto la
partecipazione, da parte italiana di una rappresentanza
della Commissione Esteri del Senato, tra cui il suo Presidente, On.
Lamberto Dini, ed il Senatore a vita, On. Giulio Andreotti,
in visita ufficiale in Egitto, accompagnati dall’Ambasciatore d’Italia
in Egitto, S.E. Claudio Pacifico. In rappresentanza del Governo
Egiziano, ha partecipato all’evento, il Prof. Abdel Khalek, Responsabile
per il Supreme Council of Antiquites dell’area Copto-Islamica del Cairo.
Il
complesso monumentale
è rappresentato da un’area che raccoglie, in una stratificazione di
epoche e di stili, testimonianze architettoniche e storico-artistiche
databili dal VII al XIX sec. d.C. Si tratta di un’area di circa 7.500 m2,
adiacente alla moschea del Sultan Hassan ai piedi della Cittadella
del Cairo. In particolare, degne di nota sono la Sama’ Khana “teatro”,
costruito dai Dervisci Mevlevi (XVII sec.) per l’esecuzione della danza
circolare che caratterizza la loro confraternita mistica insieme alla “tekeyya”,
cioe’ le celle del “Convento” dei Dervisci Mevlevi (XVI sec.). E’ da
segnalare inoltre il Palazzo Qusun-Yashbak-Aqbardi (XIV- XVI sec.), che
è la porzione più estesa del complesso monumentale, la Madrasa di Sunqur
Saq’di (XIV sec.) e l’area archeologica sottostante, il cui impianto è
un esempio del tutto particolare di architettura mamelucca Baharita, il
Mausoleo di Hasan Sadaqa (XIV sec.).
I lavori di
restauro sono stati eseguiti dal Centro Italo-Egiziano per il Restauro e
l’Archeologia, nato a seguito delle attività di un gruppo di esperti
italiani (docenti, tecnici e artigiani), costituitisi in Associazione
nel 1986 (C.F.P.R.).
Le attività
sono state condotte, sin dall’inizio, con obiettivi formativi e
didattici.
Si tratta
infatti di un “cantiere-scuola”, in cui la dimensione
della concreta attività di recupero si è intrecciata con quella della
ricerca scientifica e tecnologica e con la formazione delle varie
figure professionali artigiane e specialistiche (operai, tecnici,
artigiani, professionisti) impegnate, attraverso il recupero e la messa
a punto di tecniche del passato, nei complicati processi di restauro,
dagli interventi più propriamente strutturali ed architettonici dei
monumenti, alle metodologie di trattamento applicate sui differenti
materiali costitutivi, fino al recupero più minuto degli oggetti
rinvenuti nel corso degli scavi archeologici.
Il lavoro di restauro eseguito dal centro e’ da
considerarsi quale modello per avviare ulteriori attività di recupero e
valorizzazione di opere poco conosciute e quindi meno apprezzate, ma non
per questo di minor valore artistico. Tali opere, una volta restaurate,
non solo rappresentano un grande valore per l’architettura urbana
complessiva, ma soprattutto si pongono come opportunità alternativa per
la riqualificazione e valorizzazione socio-economica del territorio.
La cerimonia ha esaltato tale aspetto innovativo
dell’ attività italiana, che si impone, altresì, per gli aspetti unici,
in Egitto, dell’esperienza tecnica acquisita sul campo, su materiali e
metodi di recupero con tecniche tradizionali.
Tale positiva esperienza, ha indicato il Presidente
Dini, deve essere valorizzata e messa a disposizione del piano di
recupero di altri monumenti e palazzi antichi del patrimonio storico
egiziano.
L’istituzione di una scuola permanente di arti e
mestieri per la Conservazione, il Recupero ed il Restauro del Patrimonio
monumentale dell’epoca araba, potrebbe costituire
-
pertanto
- una via
privilegiata per dare continuità e spessore allo sforzo italiano
intrapreso.
Discorso del sen. Dini - inaugurazione
complesso
Dervisci Mevlevi
Eccellenze e distinti ospiti,
E’ per me un
onore essere qui presente oggi per inaugurare i lavori di restauro di
questo meraviglioso complesso monumentale del Cairo storico, eseguiti
dal cantiere-scuola del Centro Italo-Egiziano per il Restauro e
l’Archeologia, grazie ai fondi Italiani della Direzione Generale della
Cooperazione allo Sviluppo e con un contributo della legge 212/92.
Questa è un’area che raccoglie, in una straordinaria stratificazione di
epoche e di stili, testimonianze architettoniche e storico-artistiche
che coprono più di dieci secoli di storia. Senza la proficua
cooperazione delle più rinomate istituzioni dei nostri due paesi tutto
ciò non sarebbe stato realizzato.
L’intensità
delle relazioni bilaterali tra Italia ed Egitto trova le sue radici
profonde in secoli di storia e di continuo interscambio fra le opposte
rive del Mediterraneo. Tali relazioni si basano essenzialmente sulla
volontà reciproca di conoscersi e di valorizzare le radici comuni. Ed è
grazie a questo dialogo intrapreso che possiamo garantire un futuro di
pace e sicurezza per l’intera regione e favorire un clima di
comprensione e fiducia reciproca.
Italia ed
Egitto ospitano un patrimonio culturale, artistico ed archeologico che è
testimone della ricchezza e della grandiosità del nostro passato. E’
nostro dovere, dunque, cooperare per la tutela e la valorizzazione di
questo patrimonio, affinché anche le generazioni future possano
continuare ad essere orgogliosi dell’eredità tramandata, così come noi
oggi lo siamo per i risultati ottenuti dal lavoro di restauro che qui
inauguriamo. Esso rappresenta, infatti, un modello esemplare per
avviare le necessarie attività di recupero e valorizzazione di opere
poco conosciute e quindi meno apprezzate, ma non per questo di minor
valore artistico. Tali opere, una volta restaurate, diventano
straordinariamente importanti sia per l’architettura urbana complessiva,
che per la vita del quartiere, anche e soprattutto in termini di
ampliamento dell’offerta turistica.
In questo
cantiere-scuola la dimensione della concreta attività di recupero si è
intrecciata con quella della ricerca scientifica e tecnologica e con la
formazione delle varie figure professionali artigiane e specialistiche
impegnate, attraverso il recupero di tecniche del passato, nei
complicati processi di restauro, dagli interventi più propriamente
strutturali ed architettonici dei monumenti, alle metodologie di
trattamento applicate sui differenti materiali costitutivi, fino al
recupero più minuto degli oggetti rinvenuti nel corso degli scavi
archeologici.
Credo che
questa esperienza di inestimabile valore per l’Egitto, svoltasi in
lunghi anni di duro lavoro, non solo non debba essere dispersa, ma debba
anzi essere valorizzata e messa a disposizione del piano di recupero dei
monumenti e dei palazzi antichi del patrimonio monumentale egiziano.
Ritengo,
infatti, che l’esperienza qui acquisita abbia permesso di creare i
presupposti affinché interventi di questo tipo trovino spazio e
continuità. Auspico dunque che si possa a breve concretizzare l’idea di
istituire in Egitto una vera Scuola di Arte e Mestieri per la
Conservazione, il Recupero ed il Restauro del Patrimonio Culturale.
Una scuola in cui l’Italia possa offrire un know-how di eccellenza
grazie alla nostra straordinaria e rinomata professionalità in materia
di restauro.
Mi auguro
che tale iniziativa futura, che potrebbe inserirsi nel quadro delle
nuove iniziative in previsione dall’efficace strumento
di
Conversione del Debito italo-egiziano,
possa rappresentare una nuova opportunità per consolidare i nostri
rapporti e per dare un ulteriore impulso alla cooperazione tra Italia ed
Egitto.
LA COOPERAZIONE ITALIANA SU RAIDUE
Cari
lettori Newsletter e visitatori del nostro sito, vi informiamo che
domenica prossima 20 gennaio, su RAI2 alle h. 18,05 sarà trasmesso un
documentario dal titolo "Mal di deserto" di Marc Innaro, che descrive un
Egitto
completamente diverso dai soliti clichè turistici. Un Egitto ancora
largamente legato alle proprie ancestrali tradizioni, alla raccolta
delle
olive
e dei datteri, alla dura lotta quotidiana dei suoi abitanti per
strappare terreno fertile alla sabbia del deserto. L'immenso territorio
del
Deserto
occidentale egiziano nasconde i segni di antiche civiltà
preistoriche, straordinarie testimonianze di un passato incredibilmente
ricco, ma e' anche una delle regioni più aride della Terra, luogo
misterioso, ancora largamente inesplorato.
La
spedizione del TG2 ha visitato il vasto altopiano del Gilf-el-Kebir (La
Grande Barriera), al confine con Sudan e Libia, uno dei luoghi meno
accessibili al mondo, totalmente sconosciuto fino al 1926, e divenuto
famoso grazie all'esploratore ungherese Laszlo von Almasy. Oggi,
tuttavia,
il Deserto Occidentale egiziano subisce colpi durissimi a causa della
crescente diffusione del turismo di massa, delle strade asfaltate e
delle
moderne tecniche di irrigazione con l'acqua fossile, estratta in
massicce
quantità dal suo sottosuolo.
Lo
sviluppo del grandioso progetto della Nuova Valle (Wadi el-Gedid) sta
gradualmente, ma inesorabilmente provocando irreversibili mutamenti
nelle
oasi di Bahariya, Farafra, Dakhla e Kharga. Il trasferimento di migliaia
di
contadini egiziani ("fellahin"), che si sovrappongono alla popolazione
locale
beduina, modifica profondamente composizione sociale e stili di
vita. Pesanti conseguenze anche per i delicati equilibri ecologici,
idro-geologici, per la fauna e per gli antichi villaggi delle oasi, oggi
sempre più assediati da
anonime periferie in mattoni e cemento armato.
Il
documentario racconta come, la Cooperazione Italiana allo Sviluppo,
tramite i suoi Progetti e iniziative varie, da' il suo contributo alla
conservazione e valorizzazione di tale patrimonio naturalistico e per lo
sviluppo delle comunità locali che vi abitano.
Buona
visione
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