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Cooperazione Italiana in Egitto

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Seguiti della Conferenza

del 09 Ottobre 2007

Il modello di cooperazione italo-egiziano per la gestione dei flussi migratori: le attività di contrasto della migrazione irregolare  e l’attuazione di sistemi operativi per la mobilità lavorativa.


Un'Azione di Sistema - Cooperazione Italiana in Egitto

Un'Azione di Sistema

PDF, 1.2MB


IL PARTENARIATO EUROMEDITERRANEO

La Componente culturale della Dichiarazione di Barcellona


Politiche migratorie: l'importanza della valorizzazione delle risorse umane ed il ruolo dei media. PDF, 1 MB

Rapporto annuale del Programma di Conversione del Debito - (pdf 4.3 MB, in inglese)

Italian Egyptian Debt for Development Swap - Annual Report - May 2006


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Presentazione della Cooperazione Italiana in Egitto: diapositive PowerPoint ver. 2003, 1.4 MB

LA Cooperazione Italiana in Egitto

Novità ed Eventi  2008

Si è svolta, lo scorso 26 giugno, sotto gli auspici della Lega degli Stati arabi, l’inaugurazione della mostra “Artisti Arabi tra Italia e Mediterraneo” presso la Galleria Horizon del Museo Mahmud Khalil del Cairo. Hanno partecipato all’evento il Ministro della Cultura egiziano, Farouk Hosni, il Sottosegretario di Stato per gli Affari Esteri, Stefania Craxi, e l’Ambasciatore d’Italia in Egitto, Claudio Pacifico.

L’esposizione è stata organizzata dall’Ambasciata d’Italia e dalla Direzione Generale per la Promozione e la Cooperazione Culturale del Ministero degli Affari Esteri Italiano, insieme all’Istituto Italiano di Cultura del Cairo: viene così data la possibilità di ammirare 50 opere di artisti contemporanei italiani ed arabi.

La mostra ha già fatto tappa a Damasco e a Beirut, prima di continuare il suo tour della riva meridionale del Mare Nostrum in Algeria, Marocco e Tunisia. E per la rassegna “Convergenze Mediterranee” di cui questa mostra fa parte, gli organizzatori si sono ispirati proprio all’idea che un mare comune esiste davvero. Il progetto espositivo, che intende dimostrare la storia e l’importanza dell’impatto della nostra cultura visiva e artistica sul mondo arabo-mediterraneo, prevede l’associazione tra un’opera di un pittore arabo e un lavoro di un maestro italiano, in cui il legame è dato da una condivisione di ricerca e di espressione. Ecco quindi la prova concreta di come siano possibili il dialogo e la conoscenza reciproca, in particolar modo tra culture così profondamente legate come quella italiana e quella araba, fatte di scambi continui e di soggiorni nei Paesi della riva opposta: italiani in Egitto ed egiziani in Italia, e così via..

 

 Gli ottimi rapporti culturali tra l’Italia e l’Egitto, inoltre, sono stati recentemente rafforzati dal Memorandum di Intesa per il Partenariato Strategico Rafforzato, firmato a Roma il 4 giugno 2008 dai rispettivi Ministri degli Esteri,  in cui ci siamo impegnati a promuovere la cooperazione sociale, economica e culturale sulla base della comune eredità mediterranea e degli stretti legami esistenti tra i due Paesi.

Sopra: Omar al-Nagdi, Egitto, 2007. Olio e acrilico su tela, 120 x 120 cm. Omar al-Nagdi Museum, Il Cairo

L’esposizione è stata organizzata da:

S.E. Claudio Pacifico, Ambasciatore d’Italia in Egitto

S.E. Gherardo La Francesca, Direttore Generale per la Promozione e la Cooperazione

Culturale del Ministero degli Affari Esteri Italiano

 

Per la cura di Martina Corgnati in coordinamento con:

Mohsen Shaalan, Direttore del Settore Belle Arti del Ministero della Cultura d’Egitto

Ehab Illaban, Direttore della Galleria Horizon 1

Patrizia Raveggi, Direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura del Cairo


D.ssa Caterina Bon ValsassinaNell’ambito del progetto italo-egiziano di Riqualificazione e modernizzazione del sistema museale egiziano, reso possibile grazie ai finanziamenti del Ministero degli Affari Esteri italiano – Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo, si è svolta lo scorso 4 maggio, presso la sede del Supreme Council of Antiquities (SCA), la cerimonia inaugurale che dà avvio ai corsi di formazione nei settori del restauro e della museologia.

A prendere parte all’evento sono stati l’Ambasciatore italiano in Egitto, S.E. Claudio Pacifico, il Segretario Generale del Supreme Council of Antiquities, dott. Zahi Hawass, la direttrice del Museo egizio del Cairo, dott.ssa Wafa’a el Sedik, il Direttore dell’Ufficio di Cooperazione allo Sviluppo dell’Ambasciata d’Italia, dott. Nino Merola, il coordinatore dell’attività di Master Plan per la riqualificazione del museo, dott. Luciano Marchetti, la Direttrice dell’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro (ente responsabile per le attività di formazione), dott.ssa Caterina Bon Valsassina, oltre a personalità egiziane, giornalisti e televisioni della stampa egiziana, italiana ed estera.

Dr. Luciano MarchettiZahi Hawass ha manifestato un apprezzamento particolare per l’elevato livello del lavoro portato avanti dagli esperti italiani. Grazie a loro, ha aggiunto, il Museo egizio di Tahrir potrà divenire un esempio unico nel suo genere, con altissimi standard qualitativi ed espositivi attraverso pannelli esplicativi dei singoli reperti e della storia del loro ritrovamento. L’ampliamento dello spazio espositivo, grazie alla costruzione del nuovo museo di Giza e quindi al trasferimento di parte della collezione del museo del Cairo, permetterà di valorizzare l’immenso patrimonio e di esporre nuovi reperti.

Da parte italiana è stato espresso l’ottimo spirito di collaborazione con gli egiziani; l’Ambasciatore Pacifico ha sottolineato l’alto carattere simbolico del progetto per i rapporti tra due Paesi dalle antichissime culture ed ha ribadito l’impegno dell’Italia a proseguire il dialogo avviato con le massime istituzioni culturali dell’Egitto.

S.E. l'Ambasciatore Claudio Pacifico e Zahi HawassPer quanto riguarda l’attività di formazione professionale prevista dal progetto, essa ha come principale obiettivo lo sviluppo di abilità e di conoscenze nel campo della gestione museale e della conservazione e del restauro delle collezioni. I corsi saranno portati avanti dal prestigioso Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro di Roma e verteranno su cinque aree specifiche: conservazione preventiva e restauro, tecnologie dell’informazione,fotografia degli oggetti museali, allestimento museale e catalogazione, gestione e manutenzione della biblioteca.

Durante i corsi saranno restaurati importanti pezzi archeologici d’arte egizia che saranno poi esposti nel Museo in una mostra in cui si osserveranno i progressi.

Si è dunque ora entrati nella fase propriamente operativa del progetto, grazie all’importante ruolo degli esperti italiani, la cui funzione è stata ampiamente elogiata dalle istituzioni egiziane e dal Supreme Council of Antiquities. Si tratta dunque di un forte stimolo all’ulteriore approfondimento della cooperazione culturale tra l’Italia e l’Egitto.


 

In the framework of the project “The Redesign of the Egyptian museum, Midan Tahrir”, financed by the Directorate General for Development Cooperation of the Italian Ministry of Foreign Affairs and implemented by the Italian Ministry of Cultural Heritage and Activities, the Supreme Council of Antiquities and the Embassy of Italy in Cairo -Development Cooperation Office, have the honor to invite You to the Opening Ceremony of the training Courses for Egyptian Curators and Conservators in the field of Museology and Conservation of Cultural Heritage.

The ceremony will be held in Cairo on the 4th of May at 11.30 a.m. at the Supreme Council of Antiquities, 3, el Adel Abu Bakr St., Zamalek.

The ceremony will be introduced by Prof. Zahi Hawass, Secretary General of the Supreme Council of Antiquities, Prof. Giuseppe Proietti, Secretary General of the Italian Ministry of Cultural Heritage and Activities, H. E. Claudio Pacifico, Ambassador of Italy. Reception to follow.


 

Italia, Egitto e sviluppo delle PMI:

una questione di cooperazione 

Era il 2003, quando la Cooperazione Italiana, attraverso il Programma di Conversione del Debito, finanziò il progetto "Supporto alla rilocazione delle concerie della Cairo Vecchia", con 24 milioni di euro. Nel 2002, 23.2 milioni di euro furono destinati ad un importante progetto di sviluppo rurale nel West Noubariya, e circa 0.3 milioni di euro per il "Progetto pilota per il Corridoio Verde". Evidentemente, tre nomi di progetti e tre importi non dicono molto, ma se a questi aggiungiamo le azioni di sistema che si sono sviluppate a partire da queste iniziative, allora diventa più facile identificare la visione della Cooperazione Italiana in Egitto e valutarne l'efficacia.

Quasi per alleggerire questo crudo linguaggio di settore, sono stati chiamati, "risultati inattesi": lavorare, e poi restare come sospesi, in attesa che la palla, lanciata dalla cooperazione italo-egiziana, torni... E' tornata, ed ora la partita è decisamente più coinvolgente.

La stessa missione degli imprenditori italiani, svoltasi al Cairo dall'8 al 10 aprile, ha, in un certo senso, gratificato l'impegno della Cooperazione Italiana, che ha preparato il terreno affinché il raccolto premiasse quanti, ora, possono intrattenere rapporti: italiani ed egiziani, nei settori che vanno dal conciario all'agro-alimentare, dai trasporti alla formazione professionale.

E' anche la dimostrazione che, quando si mette a disposizione del Sistema Italia il radicamento nel territorio e nelle istituzioni locali, insieme alla profonda conoscenza delle problematiche di sviluppo, i risultati non tardano ad arrivare. Notevole impegno è dato, infatti, nel facilitare partenariati produttivi e di sistema attraverso un intelligente incontro tra l'esperienza italiana e le peculiarità che questo Paese può offrire.

Ecco, in sintesi, un esempio di come la Cooperazione Italiana in Egitto applica il concetto della "condivisione di benefici": partecipare, in una raccordata azione con l'Ambasciata, ad una continua tessitura di rapporti tra i Paesi i cui risultati, oggi, sono sotto gli occhi di tutti.


 

FORUM ECONOMICO ITALO-EGIZIANO (8-10 APRILE 2008)

IL CONTRIBUTO DELLA COOPERAZIONE ITALIANA

A SOSTEGNO DELLE PMI

 

In occasione della missione di sistema Confindustria-ABI-ICE (8-10 Aprile 2008), che ha visto la partecipazione di alti Rappresentanti sia del Governo, quali il primo Ministro Romano Prodi e il Ministro per il Commercio Internazionale Emma Bonino, sia del mondo economico-finanziario, quali il Presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo ed il Presidente della Piccole e Medie Imprese Giuseppe Morandini, oltre a più di 250 grandi e piccoli imprenditori, l’Ufficio di Cooperazione dell’Ambasciata d’Italia al Cairo ha distribuito la pubblicazione “Financial and Non Financial Tools supporting SMEs - The experience of the Italian Credit Line”, quale seguito del Seminario Tecnico, da esso promosso, svoltosi al Cairo il 31 Ottobre 2007.

 

Gli interventi di apertura del Forum hanno avuto come filo conduttore l’importanza delle piccole e medie imprese (PMI) per lo sviluppo economico di Paesi come l’Italia e l’Egitto, che su di esse fondano la loro struttura produttiva, ed hanno auspicato l’intensificarsi delle collaborazioni industriali e degli scambi di best practices tra i due Paesi.

 

Nell’ottica di una condivisione di esperienze di successo, il Programma di cooperazione tecnica realizzato finora in Egitto a supporto delle PMI locali appare quanto mai rispondente a queste linee guida e alle esigenze di un segmento produttivo in ascesa, in quanto affronta una delle problematiche più sentite dalle aziende: l’accesso a fonti di finanziamento come il credito bancario.

 

L’innovativa metodologia italiana, presentata nella pubblicazione, coniuga un’assistenza tecnica alle imprese finalizzata alla presentazione di richieste di finanziamento bancabili, corredate di business plan completi e una linea di credito a tasso agevolato erogata attraverso il sistema bancario locale, che in questo modo ha l’opportunità di avvicinarsi ad un target meno noto ed efficiente ma di alto potenziale economico e sociale, generalmente considerato a rischio e poco redditizio secondo gli standard bancari tradizionali.

 

Il dibattito emerso durante il Seminario ha quindi posto l’accento sull’efficacia di questo approccio e ha altresì concordemente concluso che, strutture che forniscano alle PMI egiziane servizi di natura non finanziaria, quali i Business Development Services, (una evoluzione a tutto campo dei tradizionali servizi di assistenza tecnica per la redazione di soli business plan) costituiscono una valida chiave di lettura e supporto per l’imprenditore di sviluppare le potenzialità del proprio progetto industriale e di richiedere ed ottenere adeguati finanziamenti, in tal modo perseguendo efficacemente obiettivi di sviluppo.

 

La pubblicazione distribuita, in quasi 400 copie, ai partecipanti al Forum Economico italo-egiziano e ai molti imprenditori locali convenuti, ha riscosso un ampio apprezzamento. In futuro, attività della Cooperazione Italiana, e non solo, si ispireranno a tali principi.

 


 

L'Ambasciata d'Italia al Cairo organizza l'evento culturale dal titolo “Tre Culture Sorelle” nei giorni 18, 20, 21, 22 aprile prossimo al Teatro Mevlevi – Samakhana.

L’evento si articola nel modo seguente:

18 aprile 2008

Samakhana / Teatro Mevlevi - Centro  Italiano per il Restauro (El Tarmim), 31 Sharia  El Siufia, Cairo 

ore 19 Inaugurazione della Mostra Fotografica “Aure” di Monika Bulaj. La mostra sarà aperta al pubblico fino al 28 aprile 2008

 

20/21/22  aprile 2008

Samakhana / Teatro Mevlevi - Centro Italiano per il Restauro (El Tarmim), 31 Sharia  El Siufia, Cairo 

Convegno “Tre Culture Sorelle”, articolato in tre giornate, in cui intellettuali italiani ed egiziani espongono e dibattono i temi indicati nel programma  

20 aprile  ore 18.00 Convegno - Entrata libera

21 aprile  ore 18.00  Convegno - Entrata libera

22 aprile  ore 11.00 mattino - chiusura del Convegno

22 aprile 2008

Teatro Gomhouria

12 Sharia al Gomhouria, Cairo

Ore 19.00  Cocktail di Benvenuto

ore 20,00  Concerto Sinfonico dell’Orchestra del Teatro dell’Opera del Cairo diretta dal Maestro Leone Magiera


 

CELEBRAZIONE  DELL'ISCRIZIONE DI WADI EL HITAN (VALLE DELLE BALENE)  

NELLA LISTA  DEI SITI PATRIMONIO MONDIALE DELL'UMANITA' DELL’UNESCO

10 febbraio 2008

Si è tenuta il 10 febbraio 2008 la Celebrazione dell’Iscrizione di Wadi El Hitan (Valle delle Balene) nella Lista dei siti patrimonio mondiale dell’Umanità dell’UNESCO. A sottolineare l’importanza che il governo egiziano assegna a tale risultato, la Cerimonia si è svolta alla presenza della First Lady egiziana Suzanne Mubarak. Accompagnavano la First Lady i Ministri egiziani dell’Ambiente, Cultura, Istruzione Superiore, Turismo e della Cooperazione Internazionale. In rappresentanza dell’Italia, il dott. Nino Merola, Direttore dell’Ufficio di Cooperazione, dell’Ambasciata d’Italia in Egitto.

 

L’evento si è tenuto nel meraviglioso scenario del deserto egiziano le cui sabbie  custodiscono eccezionali tesori di storia naturale ed archeologia.

 

Il sito di Wadi Hitan (Whale Valley/ Valle delle Balene), situato nell'Area Protetta di Wady El Rayan dove la Cooperazione Italiana allo Sviluppo opera dal 1998 grazie al Programma Ambientale, e' stato nominato dall'UNESCO Patrimonio Mondiale tra i Beni Naturali, in quanto è il sito più importante al mondo che documenti l'evoluzione delle balene e la loro transizione dalla vita terrestre a quella marina. E’ il primo sito naturalistico, in Egitto, ad aver ottenuto tale riconoscimento.

 

Un grande successo per l’Italia, quindi, e per la Cooperazione allo Sviluppo,  in quanto l’apprezzamento e il ringraziamento per il contributo fornito alla nomina di Wadi Hitan, è stato pronunciato alla Cerimonia in tutti i discorsi ufficiali dei rappresentanti istituzionali egiziani e da quelli dell’UNESCO. La First Lady stessa, nel ringraziare personalmente il dott. Merola, ha manifestando il proprio apprezzamento e riconoscenza per il bel lavoro svolto in questo Sito.

 

Il supporto italiano, reso particolarmente efficace dalla lunga presenza sul territorio e dall’approccio adottato che vede, Italiani ed Egiziani lavorare insieme per raggiungere obiettivi condivisi, è stato fondamentale per  la preparazione, la  gestione e l’infrastrutturazione logistica e didattica del sito. Tutte le attività, come raccomandato dall'UNESCO, sono state eseguite col minimo impatto ambientale. Tale processo ha visto, altresì,  la preziosa collaborazione del Parco del Gran Sasso e Monti della Laga, che e’  gemellato con l'Area Protetta di Wadi Rayan, dove Wadi el Hitan è situata.

 

L’evento ha messo in luce che il nostro supporto, che ha permesso di raggiungere tale ambizioso risultato, ha una proiezione futura di grande portata per l’Egitto. Dimostra, infatti, che il Paese che ci ospita è sulla strada giusta in termini di politiche di conservazione e protezione ambientale, di valorizzazione di siti turistici alternativi ed innovativi e di coinvolgimento delle comunità locali.

 

Documento di approfondimento (PDF, 400 KB)


International Conference on the

 Contribution of Human Resources Development to Migration Policies

 European Training Foundation

 Torino, 25 Gennaio 2008

Si è tenuta a Torino il 25 gennaio 2008, alla presenza del  Ministro Egiziano Aisha Abdel Hadi la Conferenza International Conference on the Contribution of Human resources Development to Migration Policies organizzata dall’Agenzia Europea European Training Foundation.

 A fronte della proficua collaborazione di quest’Ufficio di Cooperazione con l’ETF, sul settore della formazione ed emigrazione, una nostra rappresentante, la D.ssa Piera Francesca Solinas, è stata invitata a partecipare all’evento.

Il Ministro egiziano ha partecipato alla Conferenza nel quadro delle attività e progetti di collaborazione avviati dalla ETF, di concerto con quest’ufficio di Cooperazione,  con il suo Ministero. Tali progetti, tutti co-finanziati da un Trust Fund Italiano DGCS, hanno l’obiettivo di promuovere la valorizzazione delle risorse umane in generale e, nello specifico, come mezzo per consentire un’efficace mobilità professionale verso i Paesi Europei.

Il Progetto Migration and Skills gestito in collaborazione diretta con questo ufficio di cooperazione, ha l’obiettivo di analizzare, per alcuni settori prioritari, le necessità del mercato del lavoro italiano e di compararle all’offerta presente in Egitto. Tale ricerca consentirà di poter orientare efficacemente i corsi professionali per quanti volessero far parte delle liste di disponibilità per l’Italia.

Il disegno di progetto è stato molto apprezzato dalla Delegazione egiziana ed in particolare dal Ministro che ha dato la massima disponibilità per l’esecuzione dello stesso.

Il Ministro, nel suo discorso d’apertura, dopo aver descritto la politica del governo egiziano nella gestione del fenomeno migratorio, ha illustrato la Cooperazione di settore Italo-Egiziana, proponendola come modello per gli altri Paesi UE. Soprattutto, ne ha sottolineato la validità ed efficacia grazie alla solida base istituzionale  costituita dall’accordo sul lavoro e da quello della riammissione.

Ha elogiato e ringraziato, piu’ volte, l’impegno del governo italiano per aver posto, quale condizione sine qua non alla riuscita del modello, la valorizzazione dei giovani egiziani, grazie a corsi di lingua italiana, d’orientamento e professionali.

Documenti:

  • Agenda della conferenza.

  • Politiche migratorie: l'importanza della valorizzazione delle risorse umane ed il ruolo dei media. PDF, 1 MB


Inaugurazione complesso Dervisci Mevlevi - visita On. Dini

E’ stato inaugurato, in data 13 gennaio 2008, il complesso monumentale dei Dervisci Mewlevi, situato nella Cairo islamica. Il restauro del complesso e’ stato eseguito grazie ad un progetto di valorizzazione territoriale e di formazione, finanziato dalla Direzione Generale della Cooperazione allo Sviluppo e con un contributo della legge 212/92.

La cerimonia inaugurale, sotto gli auspici del Ministro Egiziano per la Cooperazione Internazionale, ha visto la partecipazione, da parte italiana di una rappresentanza della Commissione Esteri del Senato, tra cui il suo Presidente, On. Lamberto Dini, ed il Senatore a vita, On. Giulio Andreotti, in visita ufficiale in Egitto, accompagnati dall’Ambasciatore d’Italia in Egitto, S.E. Claudio Pacifico. In rappresentanza del Governo Egiziano, ha partecipato all’evento, il Prof. Abdel Khalek, Responsabile per il Supreme Council of Antiquites dell’area Copto-Islamica del Cairo.

Il complesso monumentale è rappresentato da un’area che raccoglie, in una stratificazione di epoche e di stili, testimonianze architettoniche e storico-artistiche databili dal VII al XIX sec. d.C. Si tratta di un’area di circa 7.500 m2, adiacente alla moschea del Sultan Hassan ai piedi della Cittadella del Cairo. In particolare, degne di nota sono la Sama’ Khana “teatro”, costruito dai Dervisci Mevlevi (XVII sec.) per l’esecuzione della danza circolare che caratterizza la loro confraternita mistica insieme alla “tekeyya”, cioe’ le celle del “Convento” dei Dervisci Mevlevi (XVI sec.). E’ da segnalare inoltre il Palazzo Qusun-Yashbak-Aqbardi (XIV- XVI sec.), che è la porzione più estesa del complesso monumentale, la Madrasa di Sunqur Saq’di  (XIV sec.) e l’area archeologica sottostante, il cui impianto è un esempio del tutto particolare di architettura mamelucca Baharita, il Mausoleo di Hasan Sadaqa (XIV sec.).

 

I lavori di restauro sono stati eseguiti dal Centro Italo-Egiziano per il Restauro e l’Archeologia, nato a seguito delle attività di un gruppo di esperti italiani (docenti, tecnici e artigiani), costituitisi in Associazione nel 1986 (C.F.P.R.).

Le attività sono state condotte, sin dall’inizio, con obiettivi formativi e didattici.

 

Si tratta infatti di un “cantiere-scuola”, in cui la dimensione della concreta attività di recupero si è intrecciata con quella della ricerca scientifica e tecnologica e con la formazione delle varie figure professionali artigiane e specialistiche (operai, tecnici, artigiani, professionisti) impegnate, attraverso il recupero e la messa a punto di tecniche del passato, nei complicati processi di restauro, dagli interventi più propriamente strutturali ed architettonici dei monumenti, alle metodologie di trattamento applicate sui differenti materiali costitutivi, fino al recupero più minuto degli oggetti rinvenuti nel corso degli scavi archeologici.

 

Il lavoro di restauro eseguito dal centro e’ da considerarsi quale  modello per avviare ulteriori attività di recupero e valorizzazione di opere poco conosciute e quindi meno apprezzate, ma non per questo di minor valore artistico. Tali opere, una volta restaurate, non solo rappresentano un grande valore per l’architettura urbana complessiva, ma soprattutto si pongono come opportunità alternativa per  la riqualificazione e valorizzazione socio-economica del territorio.

 

La cerimonia ha esaltato tale aspetto innovativo dell’ attività italiana, che si impone, altresì, per gli aspetti unici, in Egitto, dell’esperienza tecnica acquisita sul campo, su materiali e metodi di recupero con tecniche tradizionali.

 

Tale positiva esperienza, ha indicato il Presidente Dini, deve essere valorizzata e messa a disposizione del piano di recupero di altri monumenti e palazzi antichi del patrimonio storico egiziano.

L’istituzione di una scuola permanente di arti e mestieri per la Conservazione, il Recupero ed il Restauro del Patrimonio monumentale dell’epoca araba, potrebbe costituire - pertanto - una via privilegiata per dare continuità e spessore allo sforzo italiano intrapreso.


Discorso del sen. Dini - inaugurazione complesso Dervisci Mevlevi

Eccellenze e distinti ospiti, 

E’ per me un onore essere qui presente oggi per inaugurare i lavori di restauro di questo meraviglioso complesso monumentale del Cairo storico, eseguiti dal cantiere-scuola del Centro Italo-Egiziano per il Restauro e l’Archeologia, grazie ai fondi Italiani della Direzione Generale della Cooperazione allo Sviluppo e con un contributo della legge 212/92. Questa è un’area che raccoglie, in una straordinaria stratificazione di epoche e di stili, testimonianze architettoniche e storico-artistiche che coprono più di dieci secoli di storia. Senza la proficua cooperazione delle più rinomate istituzioni dei nostri due paesi tutto ciò non sarebbe stato realizzato.

L’intensità delle relazioni bilaterali tra Italia ed Egitto trova le sue radici profonde in secoli di storia e di continuo interscambio fra le opposte rive del Mediterraneo. Tali relazioni si basano essenzialmente sulla volontà reciproca di conoscersi e di valorizzare le radici comuni. Ed è grazie a questo dialogo intrapreso che possiamo garantire un futuro di pace e sicurezza per l’intera regione e favorire un clima di comprensione e fiducia reciproca. 

Italia ed Egitto ospitano un patrimonio culturale, artistico ed archeologico che è testimone della ricchezza e della grandiosità del nostro passato. E’ nostro dovere, dunque, cooperare per la tutela e la valorizzazione di questo patrimonio, affinché anche le generazioni future possano continuare ad essere orgogliosi dell’eredità  tramandata, così come noi oggi lo siamo per i risultati ottenuti dal lavoro di restauro che qui inauguriamo.  Esso rappresenta, infatti, un modello esemplare per avviare le necessarie attività di recupero e valorizzazione di opere poco conosciute e quindi meno apprezzate, ma non per questo di minor valore artistico. Tali opere, una volta restaurate, diventano straordinariamente importanti sia per l’architettura urbana complessiva, che per la vita del quartiere, anche e soprattutto in termini di ampliamento dell’offerta turistica.

 

In questo cantiere-scuola la dimensione della concreta attività di recupero si è intrecciata con quella della ricerca scientifica e tecnologica e con la formazione delle varie figure professionali artigiane e specialistiche impegnate, attraverso il recupero di tecniche del passato, nei complicati processi di restauro, dagli interventi più propriamente strutturali ed architettonici dei monumenti, alle metodologie di trattamento applicate sui differenti materiali costitutivi, fino al recupero più minuto degli oggetti rinvenuti nel corso degli scavi archeologici.

Credo che questa esperienza di inestimabile valore per l’Egitto, svoltasi  in lunghi anni di duro lavoro, non solo non debba essere dispersa, ma debba anzi essere valorizzata e messa a disposizione del piano di recupero dei monumenti e dei palazzi antichi del patrimonio monumentale egiziano.

Ritengo, infatti, che l’esperienza qui acquisita abbia permesso di creare i presupposti affinché interventi di questo tipo trovino spazio e continuità. Auspico dunque che si possa a breve concretizzare l’idea di istituire in Egitto una vera Scuola di Arte e Mestieri per la Conservazione, il Recupero ed il Restauro del Patrimonio Culturale. Una scuola in cui l’Italia possa offrire un know-how di eccellenza grazie alla nostra straordinaria e rinomata professionalità in materia di restauro.

Mi auguro che tale iniziativa futura, che potrebbe inserirsi nel quadro delle nuove iniziative in previsione dall’efficace strumento di Conversione del Debito italo-egiziano, possa rappresentare una nuova opportunità per consolidare i nostri rapporti e per dare un ulteriore impulso alla cooperazione tra Italia ed Egitto.


LA COOPERAZIONE ITALIANA SU RAIDUE

Cari lettori Newsletter e visitatori del nostro sito, vi informiamo che domenica prossima 20 gennaio, su RAI2 alle h. 18,05 sarà trasmesso un documentario dal titolo "Mal di deserto" di Marc Innaro, che descrive un Egitto completamente diverso dai soliti clichè turistici. Un Egitto ancora largamente legato alle proprie ancestrali tradizioni, alla raccolta delle olive e dei datteri, alla dura lotta quotidiana dei suoi abitanti per strappare terreno fertile alla sabbia del deserto. L'immenso territorio del Deserto occidentale egiziano nasconde i segni di antiche civiltà preistoriche, straordinarie testimonianze di un passato incredibilmente ricco, ma e' anche una delle regioni più aride della Terra, luogo misterioso, ancora largamente inesplorato.

La spedizione del TG2 ha visitato il vasto altopiano del Gilf-el-Kebir (La Grande Barriera), al confine con Sudan e Libia, uno dei luoghi meno accessibili al mondo, totalmente sconosciuto fino al 1926, e divenuto famoso grazie all'esploratore ungherese Laszlo von Almasy. Oggi, tuttavia, il Deserto Occidentale egiziano subisce colpi durissimi a causa della crescente diffusione del turismo di massa, delle strade asfaltate e delle moderne tecniche di irrigazione con l'acqua fossile, estratta in massicce
quantità dal suo sottosuolo.

Lo sviluppo del grandioso progetto della Nuova Valle (Wadi el-Gedid) sta gradualmente, ma inesorabilmente provocando irreversibili mutamenti nelle oasi di Bahariya, Farafra, Dakhla e Kharga. Il trasferimento di migliaia di contadini egiziani ("fellahin"), che si sovrappongono alla popolazione locale beduina, modifica profondamente composizione sociale e stili di vita. Pesanti conseguenze anche per i delicati equilibri ecologici, idro-geologici, per la fauna e per gli antichi villaggi delle oasi, oggi sempre più assediati da anonime periferie in mattoni e cemento armato.  Il documentario racconta come, la Cooperazione Italiana allo Sviluppo, tramite i suoi Progetti e iniziative varie, da' il suo contributo alla conservazione e valorizzazione di tale patrimonio naturalistico e per lo sviluppo delle comunità locali che vi abitano.

Buona visione


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