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“Riqualificazione del sistema museale”
L’approccio italiano alla Conservazione delle Antichità egiziane:
Consegna dei diplomi ai partecipanti ai corsi di Conservazione e
Restauro e presentazione della traduzione in arabo della “Teoria del
Restauro” di Cesare Brandi.
Cairo, Supreme Council of Antiquities
14
Aprile
2009
Si e’ tenuto
il 14 aprile 2009, alla presenza di S.E.
l’Ambasciatore d’Italia, Claudio Pacifico e del Segretario Generale del
Supreme Council of Antiquities, Zahi Hawas, presso la sede del
Consiglio Supremo delle Antichità, la Cerimonia per la consegna dei
Diplomi ai partecipanti ai corsi di Conservazione e Restauro realizzati
nell’ambito delle attività del progetto
"Riqualificazione del sistema museale", finanziato dal Ministero
Italiano degli Affari Esteri – Direzione Generale della Cooperazione
allo Sviluppo
ed eseguito dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali.
L’iniziativa si inserisce, altresì, nel quadro delle attività e degli
eventi dell’Anno della Scienza Italo- Egiziano 2009 (EISY 2009), in
ragione dell’alto livello scientifico e delle tecnologie utilizzate.
Il
progetto, il cui importo totale ammonta a Euro 1.300.000 circa,
comprende due principali componenti: un programma di formazione per
restauratori e conservatori e l’elaborazione di un Master Plan
per la riqualificazione del Museo del Cairo.
Il
programma per restauratori e conservatori ha visto la realizzazione di
corsi ad alto valore formativo, impartiti da docenti italiani, in
Informatica, Museologia, Conservazione programmata, Conservazione teoria
e pratica, Gestione e conservazione delle biblioteche, cui hanno
partecipato 120 operatori museali egiziani.
I corsi
hanno avuto una durata di 1.500 ore, durante le quali sono stati
restaurati ed analizzati 37 masterpieces del Museo Egizio del
Cairo.
Tale
programma prevedeva anche la traduzione della celeberrima “Teoria del
Restauro” di Cesare Brandi,
uno dei
maggiori critici e storici dell’arte italiani, fondatore e primo
Direttore dell’Istituto Centrale del Restauro.
Durante la Cerimonia di Consegna dei Diplomi e’ stata presentata
altresì la
traduzione
dell’opera, introdotta da una prefazione di S.E. l’Ambasciatore Claudio
Pacifico. Essa renderà fruibile nella lingua araba le innovative teorie
formulate dallo studioso, nell’ambito del restauro e della conservazione
delle antichità, tra le quali, ad esempio, il concetto stesso di
restauro che viene radicalmente riformulato, divenendo un momento
metodologico di “riconoscimento dell'opera d'arte nella sua consistenza
fisica e nella duplice polarità estetica e storica, in vista della sua
trasmissione nel futuro”.
La traduzione in lingua araba rappresenterà dunque
un passo importante nella promozione della cultura italiana e nella
diffusione del dibattito sulla conservazione ed il restauro in un’arena
sempre più vasta, non solo in Egitto, ma nell’intero mondo arabofono.
Alla
cerimonia hanno partecipato numerose
personalità italiane ed egiziane, tra cui il Direttore dell’Ufficio di
Cooperazione allo Sviluppo dell’Ambasciata d’Italia al Cairo, Ginevra
Letizia, il Direttore dell'Istituto Superiore per la Conservazione e il
Restauro, Caterina Bon Valsassina, ed il Direttore del Museo Egizio del
Cairo, Wafa’a el Sediq, nonché rappresentanti della stampa locale ed
internazionale.
Grande
apprezzamento, da parte egiziana, per la realizzazione dei corsi che
pongono le basi per la futura sostenibilità del Progetto, attraverso la
formazione specializzata nel campo della Conservazione e del Restauro,
degli operatori museali egiziani.
Discorso di
S. E. l'Ambasciatore.

Introduzione di S.E. Ambasciatore per il libro "Teoria del Restauro", di
Cesare Brandi
“L’approccio italiano alla conservazione delle antichità egiziane:
condividere la conoscenza attraverso la formazione”.
Il 1
febbraio 2009,
S.E. Claudio Pacifico, Ambasciatore d'Italia, ha inaugurato, presso il
Centro Archeologico dell'Istituto Italiano di Cultura, la mostra
“L'approccio italiano alla conservazione delle antichità egiziane:
condividere la conoscenza attraverso la formazione”.
La
mostra, la cui prima esposizione è stata
inaugurata
il 26 ottobre 2008, presso il Museo Egizio del Cairo, in occasione della
visita di stato del Signor Presidente della Repubblica, On. Giorgio
Napolitano,
si
inserisce nel quadro del progetto “Riqualificazione del sistema museale”,
finanziato dal Ministero degli Affari Esteri- Direzione Generale della
Cooperazione allo Sviluppo. La mostra è stata realizzata dall’Istituto
Superiore per la Conservazione e il Restauro del Ministero italiano dei
Beni e delle Attività Culturali, in collaborazione con il Supreme
Council of Antiquities e con la Direzione del Museo Egizio del
Cairo.
L’evento,
è stato l’occasione per la prima uscita ufficiale del nuovo Direttore
dell’Ufficio di Cooperazione allo Sviluppo dell’Ambasciata d’Italia al
Cairo, Dott.Sa Ginevra Letizia. All’evento hanno partecipato numerose
personalità italiane ed egiziane, tra cui la Direttrice del Centro
Archeologico dell’Istituto Italiano di Cultura, Rosanna Pirelli, la
Direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura, Patrizia Raveggi, il Capo
Programma del Progetto di Formazione, Donatella Cavezzali, il Direttore
del Laboratorio di restauro del Museo Egizio, Hoda Abd el-Hamid, il
Direttore del Museo Egizio del Cairo,
Hasan Sabri.
All’interno della mostra sono state illustrate le attività di formazione
realizzate nell’ambito del progetto ed i risultati delle prime indagini
scientifiche sui reperti archeologici selezionati. La piccola testa
lignea di Tutankhamon bambino, i celebri ritratti del Fayoum e la testa
della regina faraona Hashepsut, sono solo alcune tra le più importanti
opere, che sono state oggetto di interventi di studio e restauro nel
quadro dei corsi di formazione.
Il
progetto, il cui importo totale ammonta a Euro 1.300.000 circa,
comprende due principali componenti: un programma di formazione per
restauratori e conservatori e l’elaborazione di un Master Plan
per la riqualificazione del Museo del Cairo.
In
particolare, sono stati attivati 5 corsi: Informatica, Museologia,
Conservazione programmata, Conservazione teoria e pratica, Gestione e
conservazione delle biblioteche, a cui hanno partecipato 120 operatori
museali e circa cento docenti italiani. Sono state realizzate 1.500 ore
di lezione sulla conservazione ed il restauro, all’interno delle quali
sono state studiate 37 opere del Museo Egizio del Cairo.
La
componente del Master Plan è invece dedicata alla
riorganizzazione del Museo, al fine di incrementare le sue capacità
espositive e di migliorarne la fruibilità da parte dei visitatori.
Il
progetto, che si concluderà a Roma con un’analoga mostra presso il
complesso monumentale di San Michele, è solo una tra le tante attività
intraprese dalla cooperazione italiana nella salvaguardia di un
patrimonio culturale ed artistico di inestimabile valore, come quello
egiziano, attraverso la diffusione delle nostre competenze, nel campo
delle tecniche del restauro, riconosciute a livello mondiale.
Come ha
sottolineato S.E. l’Ambasciatore, Claudio Pacifico, Italia
ed Egitto ospitano un patrimonio culturale, artistico ed archeologico
che è testimone della ricchezza e della grandiosità del nostro passato.
Tale cooperazione deve dunque giocare un ruolo strategico nella
promozione di una comprensione reciproca sempre più profonda e sempre
più fattiva tra Italia ed Egitto, fondata, al contempo, sul
riconoscimento ed il rispetto di tradizioni, culture e civiltà diverse,
e sulla valorizzazione delle profonde radici comuni.
Inaugurazione della mostra
"L'approccio italiano alla conservazione delle antichità egiziane:
condividere la conoscenza attraverso la formazione".
1 febbraio 2009, ore 16.00 – Centro Archeologico italiano dell’Istituto
Italiano di Cultura – 14, Champollion Street Cairo.
Il giorno 1 febbraio 2009, S.E. Claudio Pacifico, Ambasciatore d'Italia,
inaugurerà, presso il Centro Archeologico dell'Istituto Italiano di
Cultura, la mostra "L'approccio italiano alla conservazione delle
antichità egiziane: condividere la conoscenza attraverso la formazione".
La mostra, finanziata dal Ministero Italiano degli Affari Esteri –
Direzione Generale della Cooperazione allo Sviluppo, nell'ambito del
progetto "Riqualificazione del sistema museale", è stata realizzata
dall'Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro del
Ministero italiano dei Beni e
delle Attività Culturali in collaborazione con il Supreme Council of
Antiquities e con la Direzione del Museo Egizio del Cairo. La sua prima
esposizione presso lo stesso Museo Egizio del Cairo è stata inaugurata
in occasione della Visita di Stato del Signor Presidente della
Repubblica Italiana, On. Giorgio Napolitano, il 26 ottobre 2008.
La mostra illustra le attività di formazione per conservatori e
restauratori, nell'ambito del progetto, i primi risultati delle
indagini scientifiche e degli interventi di restauro sui reperti
selezionati.
Il progetto, il cui importo totale ammonta a ca 1.300.000 Euro,
prevede accanto alla formazione, una componente dedicata
all'elaborazione di un Master Plan per la riqualificazione del Museo
Egizio del Cairo.
approfondimenti
Partecipazione Egiziana a
Terra Madre e Salone del Gusto a Torino (Slow Food)
Dopo
aver promosso e sostenuto nel 2006 il primo
Presidio Slow Food dell'Egitto (Presidio
dei datteri di Siwa)
tramite la ONG siwana SCDEC, il
Programma Ambientale, tramite i progetti
di Miglioramento Ambientale di Siwa
e dell'Area
Protetta di Wadi El Rayan
nel Fayoum, ha continuato ad alimentare l'interesse delle comunità
agricole delle due oasi affinché l'affiliazione a Slow Food potesse
costituire uno stimolo ed uno strumento per lo sviluppo di
un'agricoltura responsabile e sostenibile.
Come noto
l'iniziativa
Slow Food,
invenzione italiana nata quando lo "slow" delle trattorie veniva opposto
al "fast" dei McDonald's a difesa dei valori tradizionali e genuini dei
prodotti della terra, si e' notevolmente evoluta nel corso degli anni,
compiendo il salto di qualità con l'organizzazione dell'evento di
Terra Madre
che si svolge a Torino con cadenza biannuale a partire dal 2004. La
Cooperazione Italiana allo Sviluppo è uno dei membri della
Fondazione Terra Madre
organizzatrice dell'evento.
Nell'ambito di tale
evoluzione, si segnala che nel 2003 è stata creata la
Fondazione Slow Food per la Biodiversità,
a supporto di progetti che difendono la biodiversità agricola e le
tradizioni gastronomiche, in particolare nei paesi in via di sviluppo.
Collegato
con l'evento di
Terra Madre
organizzato a fine ottobre, ha avuto contemporaneamente luogo il
Salone Internazionale del Gusto,
kermesse eno-gastronomica giunta quest'anno alla settima edizione. Le
due manifestazioni hanno riunito le
Comunità del Cibo di tutto il mondo
(ne erano presenti
1.632, provenienti da 153 Paesi) che oltre ai produttori comprendono la
distribuzione, i cuochi, le università ed i soggetti che lavorano per
una produzione alimentare responsabile e sostenibile.
Come per il 2006,
il Programma Ambientale ha coordinato in loco l'organizzazione della
partecipazione alle manifestazioni del 2008 delle delegazioni egiziane
legate alle sue iniziative, come evidenziato dalla documentazione
fotografica.
Per quanto riguarda
la ONG di Siwa SCDEC, creata nel 2002 grazie al progetto di
Miglioramento Ambientale, continuerà a costituire il partner principale
del progetto in corso, come deciso dal Comitato Esecutivo del progetto
tenutosi il 20 Novembre sotto la presidenza del nuovo Governatore di
Matrouh, il Generale Saad Khalil. Nell'occasione sono state anche
approvate alcune attività a favore dell'Area Protetta di
Siwa, volte
essenzialmente all'informazione, attualmente molto carente. Il nuovo
Governatore ha sottolineato a più riprese, stimolato anche dal suo
recente incontro con il Presidente Napolitano nel corso della sua visita
ad El Alamein (Governatorato di Matrouh) i profondi legami che uniscono
l'Italia e l'Egitto ed ha auspicato un sempre più graduale
coinvolgimento delle istituzioni italiane nello sviluppo del Paese e del
suo governatorato in particolare.
Altre
informazioni: www.eiecop.org
VISITA DEL SIGNOR PRESIDENTE DELLA
REPUBBLICA
GIORGIO NAPOLITANO
AL MUSEO EGIZIO DI MIDAN TAHRIR, 26
OTTOBRE 2008
Nel
corso della visita di Stato in Egitto, il Presidente della Repubblica,
Giorgio Napolitano, lo scorso 26 ottobre, ha visitato il Museo Egizio
del Cairo dove ha potuto ammirare gli antichi reperti della collezione
museale con una guida di eccellenza, il Segretario Generale del Supreme
Council of Antiquities, Zahi Hawass, che ha illustrato con
maestria gli splendori dell’antica civiltà.
Successivamente alla visita al Laboratorio di
Restauro del Museo egizio- recentemente rimodernato col contributo della
Direzione Generale Cooperazione allo Sviluppo (DGCS) del Ministero degli
Affari Esteri, attraverso la fornitura di attrezzature e materiali
d’avanguardia – il Presidente ha inaugurato una mostra sul
progetto di riqualificazione e formazione del personale del sistema
museale egiziano, altresì finanziato dalla DGCS, intitolata “L’approccio
italiano alla conservazione delle antichità egiziane. Condividere la
conoscenza attraverso la formazione”.
Tale programma di formazione è eseguito dall’Istituto
Superiore per la Conservazione e il Restauro di Roma (ISCR). I corsi
di formazione previsti dal programma hanno finora coinvolto oltre 120
partecipanti tra curatori, conservatori, restauratori e bibliotecari
appartenenti a cinque musei del Cairo: Museo Egizio, Museo Copto, Museo
di Arte Islamica, Museo Nazionale della Civiltà Egiziana, Museo di Arte
Tessile.
L’ISCR, considerando la prevenzione e la
manutenzione come strumenti essenziali per il controllo della
conservazione delle opere d’arte nel tempo, ha voluto incentrare
l’obiettivo dei corsi sullo sviluppo e l’aggiornamento continuo di
conoscenze specialistiche sia nel settore artistico del restauro e della
conservazione (con particolare riguardo all’analisi preventiva delle
vulnerabilità e dei rischi a cui è sottoposto il patrimonio culturale
egiziano) sia in quello della gestione del sistema museale, prevedendo a
tal proposito uno stage finale a Roma presso la sede dello stesso
Istituto per due meritevoli operatori egiziani.
La “piccola testa lignea di Tutankhamon bambino”,
i celebri ritratti del Fayoum e la testa delle regina faraona Hashepsut
sono solo alcune tra le più importanti opere che sono state mostrate
nell’esibizione.
L’iniziativa, che si concluderà nel 2009 a Roma con
un’analoga mostra presso il complesso monumentale di San Michele, è solo
una tra le tante intraprese dalla Cooperazione italiana nella salvaguardia
di un patrimonio culturale e artistico di inestimabile valore come
quello egiziano, attraverso la diffusione delle nostre competenze,
riconosciute a livello internazionale, nel campo delle tecniche di
restauro.
A conclusione della visita, il Presidente ha
assistito alla firma di due Memorandum of Understanding. Il
primo, sottoscritto dal Segretario Generale del Supreme Council of
Antiquities, Zahi Hawass e dal Sottosegretario di Stato agli Esteri,
Stefania Craxi, per proseguire nel lavoro di riorganizzazione e
riqualificazione del Museo Egizio di Midan Tahrir, e per creare una
Scuola di Arti e Mestieri nel campo della conservazione e del restauro
monumentale.
Il secondo, tra il Rettore dell’Università
E-learning Egiziana (EELU), il Dott. Yasser el Dakhroum e il Rettore
dell’Università Telematica Internazionale Uninettuno (UTIU), la
Dott.ssa Maria Amata Garito per promuovere la Cooperazione bilaterale
nel campo dell’insegnamento telematico.
I rapporti di amicizia e di sostegno tra i
due Paesi sono stati, in questo modo, ulteriormente stimolati e
rafforzati, contribuendo alla costruzione di una cooperazione bilaterale
italo-egiziana sempre più solida e duratura.
Ulteriori dettagli e informazioni sulla mostra inaugurata dal Presidente
Napolitano sono consultabili sul sito
www.trainingegyptianmuseum.org
VISITA DEL SIGNOR PRESIDENTE DELLA
REPUBBLICA
GIORGIO NAPOLITANO
alla Biblioteca Alessandrina, 24/10/2008
La
visita del Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano, ha
preso le mosse da Alessandria e, più precisamente, da una struttura che
più di altre simboleggia il forte legame storico culturale che lega i
nostri due Paesi: la Biblioteca Alessandrina.
Il
presidente ha potuto così ammirare il capolavoro tecnologico di questa
struttura, che, completamente rinnovata agli inizi del XIX secolo, ha,
nondimeno, mantenuto intatta la sua antica missione: quella di essere un
polo di scambio e preservazione del patrimonio culturale dell’intero
bacino del mediterraneo.
Durante
la sua visita, il Presidente è stato protagonista di due importanti
momenti che, in modo diverso, hanno sottolineato come il patrimonio
culturale sia elemento unificante di comprensione reciproca.
Il primo
momento è stato quello dell’inaugurazione della mostra “Architetti ed
Ingegneri Italiani in Egitto tra il XIX ed il XX secolo”. La mostra,
organizzata e finanziata dal Ministero Italiano degli Affari Esteri, ha
reso giustizia e lustro a tutti quei professionisti che agli inizi del
secolo hanno messo i loro saperi a disposizione della città ponendo le
basi di un rapporto di collaborazione e di amicizia tra i due paesi che
sarebbe continuato fino ai nostri giorni.
A
seguire il Presidente si è recato nella Sezione dei Manoscritti della
Biblioteca dove ha visitato il Museo ed inaugurato il Laboratorio di
Restauro dei Manoscritti e dei Libri Antichi.
Entrambe
le strutture sono state interamente equipaggiate ed attrezzate grazie a
contributi del Ministero Italiano degli Affari Esteri. In particolare,
per quanto riguarda il Laboratorio di Restauro, la Cooperazione Italiana
ha altresì, organizzato, mediante il coinvolgimento di importanti centri
italiani di eccellenza nel settore, corsi di formazione professionale in
restauro, conservazione e museologia tenutisi in Italia ed in Egitto.
Il
Laboratorio, ormai considerato cuore pulsante della Biblioteca, si
presenta oggi come l’unico a livello nazionale, in grado, grazie alle
sue tecnologie, al suo know how ed alla sua capacità, di fornire
servizi qualificati al Paese ed all’intera regione.
La
visita presidenziale ha in questo modo contribuito a dare riconoscimento
e valore agli interventi della Cooperazione italiana promuovendo un’idea
di sviluppo impostato sul “fare insieme”, su una progettazione condivisa
e su un leale confronto sul nostro patrimonio culturale comune.
Il Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio
Napolitano ha effettuato una visita in Egitto dal 24 al 27 Ottobre. Il
Capo dello Stato ha preso parte ad una intensa serie di eventi
istituzionali e culturali che hanno sottolineato, ancora una volta,
l’eccellente rapporto di collaborazione e amicizia che lega i due Paesi.
I primi importanti appuntamenti dell’agenda
presidenziale si sono tenuti in Alessandria, prestigioso centro
culturale e meta storica per le migliaia di Italiani che fin
dall’Ottocento si trasferirono in Egitto.
Il Presidente ha visitato la
Biblioteca
Alessandrina dove ha inaugurato
la mostra “Architetti ed Ingegneri Italiani in
Egitto dal XIX al XXI secolo”, organizzata dalla Direzione Generale per
la Promozione e la Cooperazione Culturale del Ministero degli Affari
Esteri.
Ha, poi, visitato la Sezione dei
Manoscritti Antichi che comprende sia un Museo sia un Laboratorio di
Restauro, inaugurato dal
Presidente. L’intera Sezione è stata recentemente
riabilitata grazie ad un contributo finanziario della Cooperazione che
ha permesso la fornitura di attrezzature e strumentazioni per il
Laboratorio di Restauro, la formazione del suo personale, e l’acquisto
di teche espositive per il Museo dei Manoscritti.
Successivamente alla partecipazione, il
giorno 25, a El Alamein all’evento commemorativo della nota battaglia, il
26, in occasione della visita al Museo Egizio del Cairo, il Presidente
ha inaugurato una mostra sulle attività effettuate nel quadro dei corsi
di formazione in restauro realizzati dall’Istituto Superiore per la
Conservazione e il Restauro, nell’ambito dal progetto di Cooperazione “Riqualificazione
del sistema museale”.
In tale occasione, poi, alla presenza del Capo dello
Stato, è stato firmato un Memorandum of Understanding tra il
Segretario Generale del Supreme Council of Antiquities, Zahi Hawass e il
Sottosegretario di Stato agli Esteri, Stefania Craxi, per proseguire nel
lavoro di riorganizzazione e riqualificazione del Museo Egizio di Midan
Tahrir, e per creare una Scuola di Arti e Mestieri nel campo della
conservazione e del restauro monumentale.
In tal modo, basandosi sull’esperienza pregressa di
progetti di cooperazione di successo, si gettano le basi per la
costituzione – in Egitto – grazie all’impegno pionieristico della
Cooperazione Italiana, di un polo di eccellenza in ambito restauro,
composto da tre centri, ognuno rispettivamente competente per: i)
manoscritti; ii) oggetti d’arte; e iii) monumenti.
L’immagine complessiva dell’Italia e l’operato della
Cooperazione sono stati, quindi, grazie a questi eventi, in giusta
misura valorizzati ed il ruolo pro-attivo della Cooperazione in Egitto
ampiamente riconosciuto.
Sito della Presidenza della Repubblica
Il
Ministro italiano degli Affari Esteri, On. Franco Frattini, ha svolto la
sua prima Visita Ufficiale in Egitto.
Si
è
svolta giovedì 18 settembre
la
prima visita ufficiale del Ministro degli Esteri Franco Frattini.
Nel
corso della sua permanenza al Cairo, il Ministro ha incontrato il
Presidente della Repubblica Araba d'Egitto, S.E. Hosny Mubarak,
il Primo Ministro Ahmed Nazif, il Ministro degli Esteri Ahmed
Aboul Gheit in aggiunta ai Ministri della Cooperazione
Internazionale Fayza Aboul Naga, dei Trasporti Mohammed
Mansour e della
Istruzione
Superiore Hani Helal.
Al
Presidente della Repubblica,
il Ministro Frattini ha consegnato un messaggio affidatogli dal Primo
Ministro Berlusconi.
La
visita del Ministro Frattini si inserisce nel contesto del
"partenariato
strategico
rafforzato"
sancito
dall'accordo bilaterale firmato da Italia ed Egitto nel corso del
Vertice dei due Governi del giugno scorso e ne costituisce il primo
seguito politico. Principali temi degli incontri,
il processo di pace in Medio Oriente, il dialogo interpalestinese e la
crisi libanese. All'ordine del giorno, inoltre,
la situazione in Sudan e in Somalia.
Tra i
temi bilaterali, si
è
parlato del 2009
quale
Anno della Scienza italiana in Egitto, della
costituenda
Università Italo-Egiziana e degli altri importanti seguiti del Vertice
dei due Governi.
Il
Ministro Frattini ha firmato con il Ministro della Cooperazione
Internazionale Aboul Naga, alla presenza del Primo Ministro Nazif e del
Ministro dei Trasporti Mansour
e dell'Ambasciatore Claudio Pacifico,
l'Accordo di Cooperazione bilaterale in materia Ferroviaria, in
virtù del quale il Governo italiano, tramite un
importante
dono,
assisterà le competenti Autorità egiziane
per la
ristrutturazione della rete e del sistema dei trasporti ferroviari in
Egitto.
Con il
Ministro Aboul Naga, il Ministro degli Esteri italiano ha definito
inoltre il programma quinquennale da realizzare con la seconda tranche
del Debt Swap Agreement, per un valore di 100 milioni di dollari.
Il Partenariato Strategico
E la Cooperazione Italiana in Egitto
La firma, il
quattro giugno scorso, del Memorandum di Intesa per la creazione
di un Partenariato Strategico Rafforzato tra l’Italia e l’Egitto
rappresenta al tempo stesso un punto di arrivo e una base di partenza
per ulteriori approfondimenti nei
rapporti bilaterali tra i due Paesi. Con questo Accordo, infatti, si
prevedono dei regolari incontri tanto a livello di Capi di Stato che di
Ministri degli Esteri, con il fine di promuovere la cooperazione sociale,
economica e culturale.
Perché
un successo? Tra i due Paesi esistono da sempre
ottime relazioni, che si estendono dal
commercio alla cultura e alla cooperazione allo sviluppo, e gli
obiettivi realizzati danno atto dell’impegno di questi anni. L’Italia
considera fondamentali l’Egitto e il suo armonioso sviluppo, e l’azione
nel sostenere questo obiettivo è fortissima. Dalla recente missione di
sistema di Confindustria ai tanti progetti della Cooperazione allo
Sviluppo, l’Italia ha sempre manifestato apertamente il suo impegno, ed
ora lo ha riconfermato.
Questo
Accordo non è però solamente un punto di arrivo. Con la firma sono state
create le condizioni perché possa svilupparsi un successivo
approfondimento dei rapporti esistenti, caratterizzati dalla
condivisione dei benefici e dalla
consapevolezza dell’importanza del dialogo tra le due rive del
Mediterraneo. Certamente, la regolarità di incontri al vertice e un
continuo collegamento tra le istituzioni renderanno le relazioni ancora
più intense e consentiranno un coordinamento sempre migliore delle tante
attività realizzate congiuntamente.
Inoltre,
i nuovi Accordi culturali appena sottoscritti sanciscono ancora una
volta la profonda vicinanza tra due Paesi dal passato millenario,
rimandando al legame storico che sin dall’antichità unisce l’Italia e
l’Egitto. In particolare, è stato siglato un
Accordo intergovernativo sul Patrimonio storico e Culturale nel settore
della Protezione e della restituzione dei beni culturali, per prevenire
e contrastare il traffico illecito. È stato, altresì, firmato un
Memorandum d’Intesa sul Restauro del Museo egizio di Midan Tahrir,
che affida all’Italia anche la fase esecutiva del progetto per la
realizzazione del master plan per la riqualificazione e l’ammodernamento
del Museo.
Uno
sforzo congiunto che consentirà a tutto il mondo di godere dei tesori
dell’antica civiltà faraonica in modo totalmente nuovo e con quel valore
aggiunto che l’Italia, grazie alla sua storia millenaria, può garantire,
divenendo il partner ideale per l’Egitto.
Un
ulteriore ambito in cui si rinsalderanno i rapporti è rappresentato
dalla dichiarazione del 2009 come
anno
italo-egiziano della scienza e della tecnologia: occorre dare
impulso in Egitto alla ricerca e allo sviluppo scientifico e l’Italia si
impegna intensamente a sostenerlo, nella consapevolezza che il progresso
tecnologico e l’innovazione sono forieri di benessere e consentono il
miglioramento delle condizioni di vita della popolazione, oltre
stimolare uno sviluppo endogeno e partecipativo.
Concretezza:
ecco il tratto distintivo dei rapporti tra l’Italia e l’Egitto. L’Italia
è infatti il primo e l’unico Stato membro dell’Unione Europea ad aver
firmato un accordo sul lavoro.
Attualmente sono in corso importanti progetti di sviluppo in tutto il
Paese, che si focalizzano proprio sulle aree che necessitano un maggiore
intervento, come per esempio l’istruzione tecnica e la formazione
professionale ed altre che sono state oggetto degli Accordi appena
siglati.
Oltre al
Memorandum sul Partenariato Strategico Rafforzato, infatti, il Ministro
degli Esteri Frattini e il suo
omologo egiziano Aboul Gheit hanno firmato delle dichiarazioni
congiunte sulla creazione dell’università italo-egiziana e sul
2009 come Anno della Scienza e della Tecnologia, manifestando quindi
l’avvio di una collaborazione strettissima sul piano della formazione e
dello sviluppo scientifico.
Infine,
la cooperazione si intensificherà anche dal punto di vista
economico, dal momento che i Ministri
competenti hanno sottoscritto un Memorandum sulla pesca e il settore
marittimo, che fungerà da base per iniziative legate alla trasformazione
e alla commercializzazione dei prodotti ittici.
Accordi
che pongono le basi per altri interventi e che si inseriscono sul solco
degli importanti risultati già ottenuti dai programmi conclusi o in
corso, a conferma della continuità delle ottime relazioni tra le nostre
Nazioni. È il caso, ad esempio, della seconda fase del
Programma di Conversione del debito che, dopo il successo della
prima, ha dato spazio a nuovi progetti di sviluppo. Un’azione congiunta
quindi, quella dell’Italia e dell’Egitto, che va avanti e procede da
sempre, e che ha trovato ora un’ulteriore conferma e un nuovo terreno su
cui continuare a costruire.
Altre informazioni dal sito della
Presidenza del Consiglio - Governo Italiano

Inaugurazione della mostra
Artisti
Arabi tra Italia e Mediterraneo
Si è svolta, lo scorso 26 giugno, sotto gli auspici
della Lega degli Stati arabi, l’inaugurazione della mostra “Artisti
Arabi tra Italia e Mediterraneo” presso la Galleria Horizon del
Museo Mahmud Khalil del Cairo. Hanno partecipato all’evento il Ministro
della Cultura egiziano, Farouk Hosni, il
Sottosegretario di Stato per
gli Affari Esteri, Stefania Craxi, e l’Ambasciatore d’Italia in
Egitto, Claudio Pacifico.
L’esposizione è stata organizzata dall’Ambasciata
d’Italia e dalla Direzione Generale per la Promozione e la Cooperazione
Culturale del Ministero degli Affari Esteri Italiano, insieme
all’Istituto Italiano di Cultura del Cairo: viene così data la
possibilità di ammirare 50 opere di artisti contemporanei italiani ed
arabi.
La mostra ha già fatto tappa a Damasco e a Beirut,
prima di continuare il suo tour della riva meridionale del Mare
Nostrum in Algeria, Marocco e Tunisia. E per la rassegna
“Convergenze Mediterranee” di cui questa mostra fa parte, gli
organizzatori si sono ispirati proprio all’idea che un mare comune
esiste davvero. Il progetto espositivo, che intende dimostrare la storia
e l’importanza dell’impatto della nostra cultura visiva e artistica sul
mondo arabo-mediterraneo, prevede l’associazione tra un’opera di un
pittore arabo e un lavoro di un maestro italiano, in cui il legame è
dato da una condivisione di ricerca e di espressione. Ecco quindi la
prova concreta di come siano possibili il dialogo e la conoscenza
reciproca, in particolar modo tra culture così profondamente legate come
quella italiana e quella araba, fatte di scambi continui e di soggiorni
nei Paesi della riva opposta: italiani in Egitto ed egiziani in Italia,
e così via..
Gli ottimi rapporti culturali tra l’Italia e l’Egitto,
inoltre, sono stati recentemente rafforzati dal Memorandum di Intesa per
il Partenariato Strategico Rafforzato, firmato a Roma il 4 giugno 2008
dai rispettivi Ministri degli Esteri, in cui ci siamo impegnati a
promuovere la cooperazione sociale, economica e culturale sulla base
della comune eredità mediterranea e degli stretti legami esistenti tra i
due Paesi.
Sopra:
Omar al-Nagdi, Egitto, 2007.
Olio e acrilico su tela, 120 x
120 cm. Omar al-Nagdi Museum, Il Cairo
L’esposizione è stata organizzata da:
S.E. Claudio Pacifico,
Ambasciatore d’Italia in Egitto
S.E.
Gherardo La Francesca,
Direttore Generale per la Promozione e la Cooperazione
Culturale
del Ministero degli Affari Esteri Italiano
Per la cura di Martina Corgnati in coordinamento con:
Mohsen Shaalan,
Direttore del Settore Belle Arti del Ministero della Cultura d’Egitto
Ehab Illaban, Direttore della Galleria Horizon 1
Patrizia Raveggi,
Direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura del Cairo
Avvio
ai
corsi di
formazione nei settori del restauro e della museologia
Nell’ambito del
progetto italo-egiziano
di
Riqualificazione
e modernizzazione del sistema museale egiziano,
reso possibile grazie ai finanziamenti del Ministero degli Affari Esteri
italiano – Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo, si è
svolta lo scorso 4 maggio, presso la sede del Supreme Council of
Antiquities (SCA), la cerimonia inaugurale che dà avvio ai corsi di
formazione nei settori del restauro e della museologia.
A prendere parte all’evento sono stati
l’Ambasciatore italiano in Egitto, S.E. Claudio Pacifico, il
Segretario Generale del Supreme Council of Antiquities, dott. Zahi
Hawass, la direttrice del Museo egizio del Cairo, dott.ssa Wafa’a
el Sedik, il Direttore dell’Ufficio di Cooperazione allo Sviluppo
dell’Ambasciata d’Italia, dott. Nino Merola, il coordinatore
dell’attività di Master Plan per la riqualificazione del museo, dott.
Luciano Marchetti, la Direttrice dell’Istituto Superiore per la
Conservazione ed il Restauro (ente responsabile per le attività di
formazione), dott.ssa Caterina Bon Valsassina, oltre a
personalità egiziane, giornalisti e televisioni della stampa egiziana,
italiana ed estera.
Zahi Hawass ha manifestato un apprezzamento
particolare per l’elevato livello del lavoro portato avanti dagli
esperti italiani. Grazie a loro, ha aggiunto, il Museo egizio di
Tahrir potrà divenire un esempio unico nel suo genere, con altissimi
standard qualitativi ed espositivi attraverso pannelli esplicativi dei
singoli reperti e della storia del loro ritrovamento. L’ampliamento
dello spazio espositivo, grazie alla costruzione del nuovo museo di Giza
e quindi al trasferimento di parte della collezione del museo del Cairo,
permetterà di valorizzare l’immenso patrimonio e di esporre nuovi
reperti.
Da parte italiana è stato espresso l’ottimo spirito
di collaborazione con gli egiziani; l’Ambasciatore Pacifico ha
sottolineato l’alto carattere simbolico del progetto per i rapporti tra
due Paesi dalle antichissime culture ed ha ribadito l’impegno
dell’Italia a proseguire il dialogo avviato con le massime istituzioni
culturali dell’Egitto.
Per quanto riguarda l’attività di formazione
professionale prevista dal progetto, essa ha come principale
obiettivo lo sviluppo di abilità e di conoscenze nel campo della
gestione museale e della conservazione e del restauro delle collezioni.
I corsi saranno portati avanti dal prestigioso Istituto Superiore per
la Conservazione ed il Restauro di Roma e verteranno su cinque aree
specifiche: conservazione preventiva e restauro, tecnologie
dell’informazione,fotografia degli oggetti museali, allestimento museale
e catalogazione, gestione e manutenzione della biblioteca.
Durante i corsi saranno restaurati importanti pezzi
archeologici d’arte egizia che saranno poi esposti nel Museo in una
mostra in cui si osserveranno i progressi.
Si è dunque ora entrati nella fase propriamente
operativa del progetto, grazie all’importante ruolo degli esperti
italiani, la cui funzione è stata ampiamente elogiata dalle istituzioni
egiziane e dal Supreme Council of Antiquities. Si tratta dunque di un
forte stimolo all’ulteriore approfondimento della cooperazione culturale
tra l’Italia e l’Egitto.
In the framework of the project “The
Redesign of the Egyptian museum, Midan Tahrir”, financed by the
Directorate General for Development Cooperation of the Italian Ministry
of Foreign Affairs and implemented by the Italian Ministry of Cultural
Heritage and Activities, the Supreme Council of Antiquities and
the Embassy of Italy in Cairo -Development Cooperation Office, have the
honor to invite You to the Opening Ceremony of the training Courses for
Egyptian Curators and Conservators in the field of Museology and
Conservation of Cultural Heritage.
The
ceremony
will be held in Cairo on the 4th of May at 11.30 a.m. at the
Supreme Council of Antiquities, 3, el Adel Abu Bakr St., Zamalek.
The ceremony will be introduced by Prof. Zahi Hawass, Secretary
General of the Supreme Council of Antiquities, Prof. Giuseppe
Proietti, Secretary General of the Italian Ministry of Cultural
Heritage and Activities, H. E. Claudio Pacifico, Ambassador of
Italy. Reception to follow.
Italia,
Egitto e sviluppo delle PMI:
una
questione di cooperazione
Era il
2003, quando la Cooperazione Italiana, attraverso il
Programma di
Conversione del Debito, finanziò il progetto "Supporto alla rilocazione
delle concerie della Cairo Vecchia", con 24 milioni di euro. Nel 2002,
23.2 milioni di euro furono destinati ad un importante progetto di
sviluppo rurale nel West Noubariya, e circa 0.3 milioni di euro per il
"Progetto pilota per il Corridoio Verde". Evidentemente, tre nomi di
progetti e tre importi non dicono molto, ma se a questi aggiungiamo le
azioni di sistema che si sono sviluppate a partire da queste iniziative,
allora diventa più facile identificare la visione della Cooperazione
Italiana in Egitto e valutarne l'efficacia.
Quasi per
alleggerire questo crudo linguaggio di settore, sono stati chiamati,
"risultati inattesi": lavorare, e poi restare come sospesi, in attesa
che la palla, lanciata dalla cooperazione italo-egiziana, torni... E'
tornata, ed ora la partita è decisamente più coinvolgente.
La
stessa missione degli imprenditori italiani, svoltasi al Cairo dall'8 al
10 aprile, ha, in un certo senso, gratificato l'impegno della
Cooperazione Italiana, che ha preparato il terreno affinché il raccolto
premiasse quanti, ora, possono intrattenere rapporti: italiani ed
egiziani, nei settori che vanno dal conciario all'agro-alimentare, dai
trasporti alla formazione professionale.
E' anche
la dimostrazione che, quando si mette a disposizione del Sistema Italia
il radicamento nel territorio e nelle istituzioni locali, insieme alla
profonda conoscenza delle problematiche di sviluppo, i risultati non
tardano ad arrivare. Notevole impegno è dato, infatti, nel facilitare
partenariati produttivi e di sistema attraverso un intelligente incontro
tra l'esperienza italiana e le peculiarità che questo Paese può offrire.
Ecco, in
sintesi, un esempio di come la Cooperazione Italiana in Egitto applica
il concetto della "condivisione di benefici": partecipare, in una
raccordata azione con l'Ambasciata, ad una continua tessitura di
rapporti tra i Paesi i cui risultati, oggi, sono sotto gli occhi di
tutti.
FORUM
ECONOMICO ITALO-EGIZIANO (8-10 APRILE 2008)
IL
CONTRIBUTO DELLA COOPERAZIONE ITALIANA
A SOSTEGNO
DELLE PMI
In
occasione della missione di sistema Confindustria-ABI-ICE (8-10 Aprile
2008), che ha visto la partecipazione di alti Rappresentanti sia del
Governo, quali il primo Ministro Romano Prodi e il Ministro per il
Commercio Internazionale Emma Bonino, sia del mondo
economico-finanziario, quali il Presidente di Confindustria Luca Cordero
di Montezemolo ed il Presidente della Piccole e Medie Imprese Giuseppe
Morandini, oltre a più di 250 grandi e piccoli imprenditori, l’Ufficio
di Cooperazione dell’Ambasciata d’Italia al Cairo ha distribuito la
pubblicazione “Financial and Non Financial Tools supporting SMEs -
The experience of the Italian Credit Line”, quale seguito del
Seminario Tecnico, da esso promosso, svoltosi al Cairo il 31 Ottobre
2007.
Gli
interventi di apertura del Forum hanno avuto come filo conduttore
l’importanza delle piccole e medie imprese (PMI) per lo sviluppo
economico di Paesi come l’Italia e l’Egitto, che su di esse fondano la
loro struttura produttiva, ed hanno auspicato l’intensificarsi delle
collaborazioni industriali e degli scambi di best practices tra i
due Paesi.
Nell’ottica di una condivisione di esperienze di successo, il
Programma di cooperazione tecnica realizzato finora in Egitto a supporto
delle PMI locali appare quanto mai rispondente a queste linee guida e
alle esigenze di un segmento produttivo in ascesa, in quanto affronta
una delle problematiche più sentite dalle aziende: l’accesso a fonti di
finanziamento come il credito bancario.
L’innovativa metodologia italiana, presentata nella pubblicazione,
coniuga un’assistenza tecnica alle imprese finalizzata alla
presentazione di richieste di finanziamento bancabili, corredate di
business plan completi e una linea di credito a tasso agevolato erogata
attraverso il sistema bancario locale, che in questo modo ha l’opportunità
di avvicinarsi ad un target meno noto ed efficiente ma di alto
potenziale economico e sociale, generalmente considerato a rischio e
poco redditizio secondo gli standard bancari tradizionali.
Il
dibattito emerso durante il Seminario ha quindi posto l’accento
sull’efficacia di questo approccio e ha altresì concordemente
concluso che, strutture che forniscano alle PMI egiziane servizi di
natura non finanziaria, quali i Business Development Services,
(una evoluzione a tutto campo dei tradizionali servizi di assistenza
tecnica per la redazione di soli business plan) costituiscono una valida
chiave di lettura e supporto per l’imprenditore di sviluppare le
potenzialità del proprio progetto industriale e di richiedere ed
ottenere adeguati finanziamenti, in tal modo perseguendo efficacemente
obiettivi di sviluppo.
La
pubblicazione distribuita, in quasi 400 copie, ai partecipanti al Forum
Economico italo-egiziano e ai molti imprenditori locali convenuti, ha
riscosso un ampio apprezzamento. In futuro, attività
della Cooperazione Italiana, e non solo, si ispireranno a tali principi.
L'Ambasciata d'Italia al Cairo organizza l'evento culturale dal titolo “Tre
Culture Sorelle”
nei giorni 18, 20, 21, 22 aprile prossimo al Teatro Mevlevi – Samakhana.
L’evento
si articola nel
modo
seguente:
18
aprile 2008
Samakhana
/
Teatro
Mevlevi - Centro Italiano per il Restauro (El Tarmim), 31 Sharia El
Siufia, Cairo
ore 19
Inaugurazione della Mostra Fotografica “Aure” di Monika
Bulaj.
La
mostra sarà aperta al pubblico fino al 28 aprile 2008
20/21/22 aprile 2008
Samakhana
/
Teatro
Mevlevi - Centro Italiano per il Restauro
(El Tarmim), 31 Sharia El Siufia, Cairo
Convegno
“Tre Culture Sorelle”, articolato
in tre giornate,
in cui intellettuali italiani ed egiziani espongono e dibattono i temi
indicati nel
programma
20
aprile ore 18.00
Convegno -
Entrata
libera
21
aprile ore 18.00
Convegno -
Entrata libera
22
aprile ore 11.00 mattino
- chiusura del Convegno
22
aprile 2008
Teatro Gomhouria
12
Sharia al Gomhouria, Cairo
Ore
19.00 Cocktail di Benvenuto
ore
20,00 Concerto Sinfonico dell’Orchestra del Teatro dell’Opera del
Cairo diretta dal Maestro Leone Magiera

CELEBRAZIONE DELL'ISCRIZIONE DI
WADI EL HITAN (VALLE DELLE BALENE)
NELLA LISTA DEI SITI PATRIMONIO
MONDIALE DELL'UMANITA' DELL’UNESCO
10 febbraio 2008
Si
è
tenuta il 10 febbraio 2008 la Celebrazione dell’Iscrizione di Wadi El
Hitan (Valle delle Balene) nella Lista dei siti patrimonio mondiale
dell’Umanità dell’UNESCO. A sottolineare l’importanza che il governo
egiziano assegna a tale risultato, la Cerimonia si
è
svolta alla presenza della First Lady egiziana Suzanne Mubarak.
Accompagnavano la First Lady i Ministri egiziani dell’Ambiente, Cultura,
Istruzione Superiore, Turismo e della Cooperazione Internazionale. In
rappresentanza dell’Italia, il dott. Nino Merola,
Direttore dell’Ufficio di Cooperazione, dell’Ambasciata d’Italia in
Egitto.
L’evento si
è
tenuto nel meraviglioso scenario del deserto egiziano le cui sabbie
custodiscono eccezionali tesori di storia naturale ed archeologia.
Il sito di
Wadi Hitan (Whale Valley/ Valle delle Balene), situato nell'Area
Protetta di Wady El Rayan dove la Cooperazione Italiana allo
Sviluppo opera dal 1998 grazie al
Programma Ambientale, e' stato nominato dall'UNESCO
Patrimonio Mondiale tra i Beni Naturali, in quanto
è
il sito più importante al mondo che documenti l'evoluzione delle balene
e la loro transizione dalla vita terrestre a quella marina. E’ il primo
sito naturalistico, in Egitto, ad aver ottenuto tale riconoscimento.
Un grande successo per l’Italia, quindi, e per la
Cooperazione allo Sviluppo, in quanto l’apprezzamento e il
ringraziamento per il contributo fornito alla nomina di Wadi Hitan,
è
stato pronunciato alla Cerimonia in tutti i discorsi ufficiali dei
rappresentanti istituzionali egiziani e da quelli dell’UNESCO. La First
Lady stessa, nel ringraziare personalmente il dott. Merola, ha
manifestando il proprio apprezzamento e riconoscenza per il bel lavoro
svolto in questo Sito.
Il supporto italiano, reso particolarmente efficace dalla
lunga presenza sul territorio e dall’approccio adottato che vede,
Italiani ed Egiziani lavorare insieme per raggiungere obiettivi
condivisi, è
stato fondamentale per la preparazione, la gestione e l’infrastrutturazione
logistica e didattica del sito. Tutte le attività, come raccomandato
dall'UNESCO, sono state eseguite col minimo impatto ambientale. Tale
processo ha visto, altresì, la preziosa collaborazione del
Parco del Gran Sasso e Monti
della Laga, che e’ gemellato con l'Area
Protetta di Wadi Rayan, dove Wadi el Hitan
è
situata.
L’evento ha messo in luce che il nostro supporto, che ha
permesso di raggiungere tale ambizioso risultato, ha una proiezione
futura di grande portata per l’Egitto. Dimostra, infatti, che il
Paese che ci ospita
è
sulla strada giusta in termini di politiche di conservazione e
protezione ambientale, di valorizzazione di siti turistici alternativi
ed innovativi e di coinvolgimento delle comunità locali.
Documento
di approfondimento (PDF, 400 KB)
International
Conference on the
Contribution of Human
Resources Development to Migration Policies
European
Training Foundation
Torino,
25 Gennaio 2008
Si
è tenuta a Torino il 25 gennaio 2008, alla presenza del Ministro
Egiziano Aisha Abdel Hadi la Conferenza
International Conference on the Contribution of Human resources
Development to Migration Policies
organizzata dall’Agenzia
Europea
European
Training Foundation.
A
fronte della proficua collaborazione di quest’Ufficio di Cooperazione
con l’ETF, sul settore della formazione ed emigrazione, una nostra
rappresentante, la D.ssa Piera
Francesca Solinas, è stata invitata a partecipare all’evento.
Il Ministro
egiziano ha partecipato alla Conferenza nel quadro delle attività e
progetti di collaborazione avviati dalla ETF, di concerto con quest’ufficio
di Cooperazione, con il suo Ministero. Tali progetti, tutti
co-finanziati da un Trust Fund Italiano DGCS, hanno l’obiettivo
di promuovere la valorizzazione delle risorse umane in generale e, nello
specifico, come mezzo per consentire un’efficace mobilità
professionale verso i Paesi Europei.
I l
Progetto Migration and Skills gestito in collaborazione
diretta con questo ufficio di
cooperazione, ha
l’obiettivo di analizzare, per alcuni settori prioritari, le necessità
del mercato del lavoro italiano e di compararle all’offerta presente in
Egitto. Tale ricerca consentirà di poter orientare efficacemente i corsi
professionali per quanti volessero far parte delle liste di
disponibilità per l’Italia.
Il disegno
di progetto è stato molto apprezzato dalla Delegazione egiziana ed in
particolare dal Ministro che ha dato la massima disponibilità per
l’esecuzione dello stesso.
Il Ministro,
nel suo discorso d’apertura, dopo aver descritto la politica del governo
egiziano nella gestione del fenomeno migratorio, ha illustrato la
Cooperazione di settore Italo-Egiziana, proponendola come modello per
gli altri Paesi UE. Soprattutto, ne ha sottolineato la validità ed
efficacia grazie alla solida base istituzionale costituita dall’accordo
sul lavoro e da quello della riammissione.
Ha elogiato
e ringraziato, piu’ volte, l’impegno del governo italiano per
aver posto, quale condizione sine qua non alla riuscita del
modello, la valorizzazione dei giovani egiziani, grazie a corsi di
lingua italiana, d’orientamento e professionali.
Documenti:
Inaugurazione complesso Dervisci Mevlevi
-
visita On. Dini
E’ stato inaugurato, in data 13 gennaio 2008,
il complesso monumentale dei
Dervisci Mewlevi, situato nella Cairo
islamica. Il restauro del complesso e’ stato eseguito grazie ad un
progetto di valorizzazione territoriale e di formazione, finanziato
dalla Direzione Generale della Cooperazione allo Sviluppo e con
un contributo della legge 212/92.
La cerimonia inaugurale, sotto gli auspici del
Ministro Egiziano per la Cooperazione Internazionale, ha visto la
partecipazione, da parte italiana di una rappresentanza
della Commissione Esteri del Senato, tra cui il suo Presidente, On.
Lamberto Dini, ed il Senatore a vita, On. Giulio Andreotti,
in visita ufficiale in Egitto, accompagnati dall’Ambasciatore d’Italia
in Egitto, S.E. Claudio Pacifico. In rappresentanza del Governo
Egiziano, ha partecipato all’evento, il Prof. Abdel Khalek, Responsabile
per il Supreme Council of Antiquites dell’area Copto-Islamica del Cairo.
Il
complesso monumentale
è rappresentato da un’area che raccoglie, in una stratificazione di
epoche e di stili, testimonianze architettoniche e storico-artistiche
databili dal VII al XIX sec. d.C. Si tratta di un’area di circa 7.500 m2,
adiacente alla moschea del Sultan Hassan ai piedi della Cittadella
del Cairo. In particolare, degne di nota sono la Sama’ Khana “teatro”,
costruito dai Dervisci Mevlevi (XVII sec.) per l’esecuzione della danza
circolare che caratterizza la loro confraternita mistica insieme alla “tekeyya”,
cioe’ le celle del “Convento” dei Dervisci Mevlevi (XVI sec.). E’ da
segnalare inoltre il Palazzo Qusun-Yashbak-Aqbardi (XIV- XVI sec.), che
è la porzione più estesa del complesso monumentale, la Madrasa di Sunqur
Saq’di (XIV sec.) e l’area archeologica sottostante, il cui impianto è
un esempio del tutto particolare di architettura mamelucca Baharita, il
Mausoleo di Hasan Sadaqa (XIV sec.).
I lavori di
restauro sono stati eseguiti dal Centro Italo-Egiziano per il Restauro e
l’Archeologia, nato a seguito delle attività di un gruppo di esperti
italiani (docenti, tecnici e artigiani), costituitisi in Associazione
nel 1986 (C.F.P.R.).
Le attività
sono state condotte, sin dall’inizio, con obiettivi formativi e
didattici.
Si tratta
infatti di un “cantiere-scuola”, in cui la dimensione
della concreta attività di recupero si è intrecciata con quella della
ricerca scientifica e tecnologica e con la formazione delle varie
figure professionali artigiane e specialistiche (operai, tecnici,
artigiani, professionisti) impegnate, attraverso il recupero e la messa
a punto di tecniche del passato, nei complicati processi di restauro,
dagli interventi più propriamente strutturali ed architettonici dei
monumenti, alle metodologie di trattamento applicate sui differenti
materiali costitutivi, fino al recupero più minuto degli oggetti
rinvenuti nel corso degli scavi archeologici.
Il lavoro di restauro eseguito dal centro e’ da
considerarsi quale modello per avviare ulteriori attività di recupero e
valorizzazione di opere poco conosciute e quindi meno apprezzate, ma non
per questo di minor valore artistico. Tali opere, una volta restaurate,
non solo rappresentano un grande valore per l’architettura urbana
complessiva, ma soprattutto si pongono come opportunità alternativa per
la riqualificazione e valorizzazione socio-economica del territorio.
La cerimonia ha esaltato tale aspetto innovativo
dell’ attività italiana, che si impone, altresì, per gli aspetti unici,
in Egitto, dell’esperienza tecnica acquisita sul campo, su materiali e
metodi di recupero con tecniche tradizionali.
Tale positiva esperienza, ha indicato il Presidente
Dini, deve essere valorizzata e messa a disposizione del piano di
recupero di altri monumenti e palazzi antichi del patrimonio storico
egiziano.
L’istituzione di una scuola permanente di arti e
mestieri per la Conservazione, il Recupero ed il Restauro del Patrimonio
monumentale dell’epoca araba, potrebbe costituire
-
pertanto
- una via
privilegiata per dare continuità e spessore allo sforzo italiano
intrapreso.
Discorso del sen. Dini - inaugurazione
complesso
Dervisci Mevlevi
Eccellenze e distinti ospiti,
E’ per me un
onore essere qui presente oggi per inaugurare i lavori di restauro di
questo meraviglioso complesso monumentale del Cairo storico, eseguiti
dal cantiere-scuola del Centro Italo-Egiziano per il Restauro e
l’Archeologia, grazie ai fondi Italiani della Direzione Generale della
Cooperazione allo Sviluppo e con un contributo della legge 212/92.
Questa è un’area che raccoglie, in una straordinaria stratificazione di
epoche e di stili, testimonianze architettoniche e storico-artistiche
che coprono più di dieci secoli di storia. Senza la proficua
cooperazione delle più rinomate istituzioni dei nostri due paesi tutto
ciò non sarebbe stato realizzato.
L’intensità
delle relazioni bilaterali tra Italia ed Egitto trova le sue radici
profonde in secoli di storia e di continuo interscambio fra le opposte
rive del Mediterraneo. Tali relazioni si basano essenzialmente sulla
volontà reciproca di conoscersi e di valorizzare le radici comuni. Ed è
grazie a questo dialogo intrapreso che possiamo garantire un futuro di
pace e sicurezza per l’intera regione e favorire un clima di
comprensione e fiducia reciproca.
Italia ed
Egitto ospitano un patrimonio culturale, artistico ed archeologico che è
testimone della ricchezza e della grandiosità del nostro passato. E’
nostro dovere, dunque, cooperare per la tutela e la valorizzazione di
questo patrimonio, affinché anche le generazioni future possano
continuare ad essere orgogliosi dell’eredità tramandata, così come noi
oggi lo siamo per i risultati ottenuti dal lavoro di restauro che qui
inauguriamo. Esso rappresenta, infatti, un modello esemplare per
avviare le necessarie attività di recupero e valorizzazione di opere
poco conosciute e quindi meno apprezzate, ma non per questo di minor
valore artistico. Tali opere, una volta restaurate, diventano
straordinariamente importanti sia per l’architettura urbana complessiva,
che per la vita del quartiere, anche e soprattutto in termini di
ampliamento dell’offerta turistica.
In questo
cantiere-scuola la dimensione della concreta attività di recupero si è
intrecciata con quella della ricerca scientifica e tecnologica e con la
formazione delle varie figure professionali artigiane e specialistiche
impegnate, attraverso il recupero di tecniche del passato, nei
complicati processi di restauro, dagli interventi più propriamente
strutturali ed architettonici dei monumenti, alle metodologie di
trattamento applicate sui differenti materiali costitutivi, fino al
recupero più minuto degli oggetti rinvenuti nel corso degli scavi
archeologici.
Credo che
questa esperienza di inestimabile valore per l’Egitto, svoltasi in
lunghi anni di duro lavoro, non solo non debba essere dispersa, ma debba
anzi essere valorizzata e messa a disposizione del piano di recupero dei
monumenti e dei palazzi antichi del patrimonio monumentale egiziano.
Ritengo,
infatti, che l’esperienza qui acquisita abbia permesso di creare i
presupposti affinché interventi di questo tipo trovino spazio e
continuità. Auspico dunque che si possa a breve concretizzare l’idea di
istituire in Egitto una vera Scuola di Arte e Mestieri per la
Conservazione, il Recupero ed il Restauro del Patrimonio Culturale.
Una scuola in cui l’Italia possa offrire un know-how di eccellenza
grazie alla nostra straordinaria e rinomata professionalità in materia
di restauro.
Mi auguro
che tale iniziativa futura, che potrebbe inserirsi nel quadro delle
nuove iniziative in previsione dall’efficace strumento
di
Conversione del Debito italo-egiziano,
possa rappresentare una nuova opportunità per consolidare i nostri
rapporti e per dare un ulteriore impulso alla cooperazione tra Italia ed
Egitto.
LA COOPERAZIONE ITALIANA SU RAIDUE
Domenica 20 gennaio, su RAI2 alle h. 18,05
è stato
trasmesso un
documentario dal titolo "Mal di deserto" di Marc Innaro, che descrive un
Egitto
completamente diverso dai soliti clichè turistici. Un Egitto ancora
largamente legato alle proprie ancestrali tradizioni, alla raccolta
delle
olive
e dei datteri, alla dura lotta quotidiana dei suoi abitanti per
strappare terreno fertile alla sabbia del deserto. L'immenso territorio
del
Deserto
occidentale egiziano nasconde i segni di antiche civiltà
preistoriche, straordinarie testimonianze di un passato incredibilmente
ricco, ma e' anche una delle regioni più aride della Terra, luogo
misterioso, ancora largamente inesplorato.
La
spedizione del TG2 ha visitato il vasto altopiano del Gilf-el-Kebir (La
Grande Barriera), al confine con Sudan e Libia, uno dei luoghi meno
accessibili al mondo, totalmente sconosciuto fino al 1926, e divenuto
famoso grazie all'esploratore ungherese Laszlo von Almasy. Oggi,
tuttavia,
il Deserto Occidentale egiziano subisce colpi durissimi a causa della
crescente diffusione del turismo di massa, delle strade asfaltate e
delle
moderne tecniche di irrigazione con l'acqua fossile, estratta in
massicce
quantità dal suo sottosuolo.
Lo
sviluppo del grandioso progetto della Nuova Valle (Wadi el-Gedid) sta
gradualmente, ma inesorabilmente provocando irreversibili mutamenti
nelle
oasi di Bahariya, Farafra, Dakhla e Kharga. Il trasferimento di migliaia
di
contadini egiziani ("fellahin"), che si sovrappongono alla popolazione
locale
beduina, modifica profondamente composizione sociale e stili di
vita. Pesanti conseguenze anche per i delicati equilibri ecologici,
idro-geologici, per la fauna e per gli antichi villaggi delle oasi, oggi
sempre più assediati da
anonime periferie in mattoni e cemento armato.
Il
documentario racconta come, la Cooperazione Italiana allo Sviluppo,
tramite i suoi Progetti e iniziative varie, da' il suo contributo alla
conservazione e valorizzazione di tale patrimonio naturalistico e per lo
sviluppo delle comunità locali che vi abitano.
Buona
visione
La Cooperazione allo Sviluppo non fa notizia
E’ una constatazione: la cooperazione allo sviluppo non fa notizia, se
non nelle rare occasioni di inaugurazioni, firme di accordi, etc..
Ecco perché giornali e TV non ne parlano (quasi) mai. Ecco perché tanta
disinformazione. Sembra che i nostri mass media non abbiano spazio e
tempo da dedicare alla cooperazione. Sembra quasi di non esistere…
In realtà,
la cooperazione fa notizia ogni giorno:
basta chiedere ai beneficiari… Per noi, il fatto che Mohammed
abbia aperto un piccolo negozio grazie ad un microcredito, è una buona
notizia. E lo è soprattutto per lui... Ma lo sappiamo solo noi.
Noi siamo convinti che se un giornalista volesse raccontare del nostro
Mohammed, rivelerebbe agli italiani l’esistenza di un mondo teso a fare
qualcosa di buono, spesso con poche risorse. |